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GAY/ Marino non torna indietro, si punta al ricorso

Non torna indietro il sindaco Marino. Anzi gli uffici dell’anagrafe capitolina sono al lavoro per mettere a punto una strategia legale nel caso il Prefetto Giuseppe Pecoraro, come ha più volte ribadito, attivi la procedura di annullamento delle trascrizioni delle 16 nozze gay contratte all’estero. Atti che portano la firma dello stesso sindaco di Roma che ieri ha voluto una cerimonia pubblica per celebrare «un giorno importante che spero presto diventi normalità». Così, dopo avere incassato l’annuncio del premier Renzi, «a gennaio le unioni civili arriveranno al Senato» e persino l’appoggio di Forza Italia per voce del senatore Francesco Giro, ora Marino è impegnato nel post trascrizioni. E se precisa di non avere chiamato il Prefetto Pecoraro circola invece insistente la voce -non confermata- che avrebbe tentato contatti con Papa Francesco col quale peraltro Marino ha frequenti rapporti telefonici. Il braccio di ferro tutto burocratico tra Campidoglio e Prefettura potrebbe approdare alla Corte per i diritti dell’uomo di Strasburgo. Anche oggi il sindaco Marino, impegnato nel Viaggio della Memoria con 144 studenti romani ad Auschwitz, ha voluto sottolineare che dall’«Unione europea già 12 anni fa arrivò un’indicazione a tutti i paesi di evitare ogni forma di discriminazione rispetto al sesso di una coppia: per questo -ha aggiunto- penso fosse doverosa la trascrizione di un atto redatto ufficialmente da un Paese dell’Ue con tutti i documenti di supporto preparati dai consolati e dalle ambasciate: dal mio punto di vista in un atto di matrimonio celebrato a Boston o a Toronto o a New York non costituisce una differenza se la coppia è omosessuale o eterosessuale». Dunque la carta che il Campidoglio è pronta a giocarsi è quella di sottolineare la potenziale discriminazione contenuta in un’azione di cancellazione di un atto civile, contratto legalmente in un paese Ue, solo sulla base del sesso dei contraenti. «La Chiesa pensa alle coscienze, io ai diritti dei cittadini», aveva chiosato ieri laicamente Marino replicando alle critiche della Cei. La comunicazione da parte della Prefettura dell’avvio della procedura di annullamento arriverà domani. In un atto di cortesia istituzionale il Prefetto, dopo avere ricordato che è «obbligato per legge ad annullare le trascrizioni», ha voluto dare tempo all’inquilino del Campidoglio di recepire l’invito «cancelli gli atti o li annullo». In questo lasso di tempo però le trascrizioni potrebbero già dare i loro frutti burocratici. A rivelarlo è lo stesso Marino, quasi a volere sottolineare che nella giornata di ieri in ballo erano i diritti e non l’ideologia. «Già domani una delle persone il cui matrimonio è stato trascritto porterà il certificato in azienda per ricevere il congedo parentale», ha spiegato il sindaco. E altre coppie faranno tempestivamente valere altri diritti prima, si presume, dell’annunciato annullamento. Questo potrebbe generare una valanga di ricorsi e per questo varie associazioni omosessuali e non, in testa Mario Mieli e Codacons, hanno paventato persino una class action. Indietro sarà difficile tornare.

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