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Unione civili, Renzi: “Proposta pronta. Al Senato da gennaio”

Subito dopo la riforma della legge elettorale, passerà all’esame del Senato la proposta di legge sulle unioni civili alla tedesca. Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Domenica Live su Canale5, sull’onda delle polemiche suscitate dalla trascrizione a Roma di nozze gay celebrate all’estero. spiegando che “ragionevolmente” il testo arriverà a Palazzo Madama entro l’anno o al massimo a gennaio. “La legge alla tedesca è un buon punto di mediazione e consente di dare alle persone dello stesso sesso i diritti civili. I tempi? Subito dopo la riforma elettorale, che è leggermente slittata ma ragionevolmente andrà entro l’anno, la proposta già pronta comincerà l’esame dal Senato”, ha detto il presidente del Consiglio.

Il tema dei diritti civili “è un tema sul quale ci sono tantissime polemiche, in alcuni casi ideologiche, in altre legate alla paura”, ha spiegato Renzi. “A noi servono regole serie, c’è chi vorrebbe l’equiparazione pura con il matrimonio, altri che dicono di ‘non toccate niente’ arrivando all’aberrazione che uno non possa andare a trovare il compagno in ospedale”. “Faccio un appello – ha concluso – capisco le opinioni diverse ma su questo tema evitiamo di aprire l’ennesima polemica ideologica. La proposta alla tedesca è un giusto punto di sintesi”.

La dichiarazione arriva dopo le parole di Angelino Alfano che in un’intervista a Repubblica ha ribadito che annullerà tutte le trascrizioni delle coppie dello stesso sesso che si sono sposate all’estero effettuate dal sindaco della capitale, Ignazio Marino. “Poi ciascun ordine dello Stato faccia quel che ritiene opportuno. In Italia non è prevista la possibilità per una coppia gay di contrarre il matrimonio. E quindi non si possono registrare matrimoni contratti all’estero”, ha detto il ministro dell’Interno.

Contro il leader dell’Ncd si schiera il Codacons che promette di denunciarlo “in Procura per abuso di atti d’ufficio e violazione dei diritti fondamentali dell’uomo”. “Un ministro, infatti, non ha alcun potere circa le decisioni dei sindaci, e non può disporre l’annullamento dei loro atti. Il suo intervento in merito alle nozze registrate da Marino rappresenta pertanto un gesto abnorme che esula dalle sue funzioni, e come tale sarà oggetto di denuncia in Procura da parte del Codacons”, ha affermato in una nota il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi.

Il Codacons si dice pronto a impugnare anche un eventuale annullamento da parte del Prefetto di Roma. “Se il prefetto annullerà la trascrizione, commetterà un atto contrario a quanto disposto dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, e le sue decisioni verranno dunque impugnate nelle sedi opportune”, ha detto Rienzi. “Intanto – ha concluso – sul sito del Codacons prosegue la raccolta di adesioni al ricorso collettivo al Tar del Lazio contro la circolare del ministro dell’Interno; l’associazione invita tutti i cittadini a partecipare gratuitamente all’iniziativa legale”.

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Dello stesso avviso anche l’attivista ed ex parlamentare Vladimir Luxuria: “Il principio di uguaglianza passerà attraverso il riconoscimento di tutte le forme d’amore: è un processo storico che nessuno può fermare, né Alfano, né Giovanardi”. “Gli omosessuali – ha proseguito Luxuria – non si nascondono più, molti decidono di convivere e quando si convive è naturale voler ritualizzare l’unione e quindi volersi sposare, come fanno gli altri. Si desidera un riconoscimento ufficiale, con i parenti, con tutti, fatto con un certo rito, con le lacrime e lo spumante, tutto quello che fa parte di una cerimonia. In Italia non si può fare e queste coppie vanno a dire non ‘Lo voglio’ ma ‘Lo quiero’ a Madrid o ‘I do’ a New York”.

A difesa dell’opinione di Alfano il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni, che in un editoriale pubblicato sul sito Fratelli-italia.it ha scritto: “Evidentemente le amministrazioni di sinistra non sono tenute al rispetto della legge e hanno il diritto di fare liberamente quello che vogliono. Non si spiega altrimenti la leggerezza con la quale molti sindaci da Milano, a Napoli, a Roma possano impunemente firmare atti illegali. Perché la questione dei matrimoni omosessuali non riguarda il riconoscimento ‘di un atto d’amore’, come affermato dal naif sindaco Marino: riguarda questioni molto più concrete come il diritto alla reversibilità della pensione, l’accesso ai servizi sociali, i parametri fiscali. E queste sono decisioni che attengono al Parlamento e non alla sensibilità amorosa del sindaco Marino. Sarà proprio in Parlamento che Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale ribadirà la sua posizione di totale contrarietà alle adozioni gay e all’equiparazione della famiglia tradizionale ad altre forme di convivenza tra cittadini”.

Il sindaco Marino però non torna indietro. Anzi, gli uffici dell’anagrafe capitolina sono al lavoro per mettere a punto una strategia legale nel caso il Prefetto Giuseppe Pecoraro, come ha più volte ribadito, attivi la procedura di annullamento delle trascrizioni delle 16 nozze gay contratte all’estero. Atti che portano la firma dello stesso sindaco di Roma che ieri ha voluto una cerimonia pubblica per celebrare “un giorno importante che spero presto diventi normalità”. Così, dopo avere incassato l’annuncio del premier Renzi e persino l’appoggio di Forza Italia per voce del senatore Francesco Giro, ora Marino è impegnato nel post trascrizioni. E se precisa di non avere chiamato il Prefetto Pecoraro circola invece insistente la voce, non confermata, che avrebbe tentato contatti con Papa Francesco col quale peraltro Marino ha frequenti rapporti telefonici. Il braccio di ferro tutto burocratico tra Campidoglio e Prefettura potrebbe approdare alla Corte per i diritti dell’uomo di Strasburgo

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