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Il mondo è terrorizzato dall’ebola, ma la tbc nel 2013 ha ucciso 1,5 milioni di persone

Nove milioni di malati e un milione e mezzo di morti. Mentre nel mondo cresce la paura per l’epidemia del virus ebola, questi sono gli spaventosi numeri della tubercolosi nel 2013, diffusi in un report dall’Organizzazione mondiale della sanità .
Nel 2012 le vittime della malattia erano state 1,3 milioni e l’Oms sottolinea come la tbc sia la seconda causa di morte determinata da un singolo agente infettivo. Segnali positivi arrivano da un analisi sul medio e lungo termine, dato che il tasso di mortalità è sceso del 45% rispetto al 1990 e il numero di persone che sviluppano la malattia è sceso di circa l’1,5% all’anno. Allo stesso tempo però l’Oms evidenzia che a circa tre milioni di persone, nel 2013, la tbc non è stata ancora diagnosticata. Proprio il fatto che un numero così alto di persone non sia stata sottoposta ad adeguato trattamento, spiega il report, determina un così alto numero di morti, molte delle quali evitabili.
La maggior parte delle persone che hanno sviluppato la malattia nel 2013 si trova nel Sud Est asiatico e nell ‘area del Pacifico Occidentale. In India (24%) e Cina (11%) sono stati registrati oltre il 30% dei nuovi casi a livello mondiale. Un quarto delle persone alle quali è stata diagnosticata la malattia lo scorso anno si trovano invece nel continente africano, l’area che registra il più alto numero di decessi in rapporto con la popolazione.
Secondo l’Oms ogni anno per combattere la diffusione della tbc servono circa otto miliardi di dollari, ma mancano all’appello almeno due miliardi.
Inoltre cresce tra gli esperti la preoccupazione per una nuova forma di tubercolosi resistente ai farmaci attualmente utilizzati, che nel 2013 ha interessato circa il 3,5% dei nuovi casi. In tutto il mondo circa il 5% dei casi sono caratterizzati da forme resistenti ai farmaci ed in alcune zone, come Europa dell’Est e Asia, la loro diffusione sta assumendo carattere epidemico. In Bielorussia, ad esempio, queste forme rappresentano il 35% dei nuovi casi registrati nel 2013.
Mat.Tag.

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