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LEGGE DI STABILITÀ – Ecco la versione definitiva approvata dal CdM, confermati i tagli alla Scuola

Cambiano i numeri e i commi degli articoli, ma nella versione definitiva della Legge di Stabilità i tagli alla Scuola rimangono tutti confermati. Vengono cancellati gli esoneri dei vicari dei presidi, spariscono le supplenze brevi, vengono tagliati oltre 2mila unità di personale Ata, si abrogano i commissari esterni degli esami di maturità, vengono sottratti 30 milioni dal fondo per le attività a supporto della didattica. E viene pure tagliato di 100 milioni il Fondo per le non autosufficienze.

“Alla fine della fiera – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – i provvedimenti tanto pubblicizzati dal Governo e dal Ministro, il potenziamento dell’alternanza scuola lavoro e l’assunzione di quasi 150mila insegnanti, verranno pagati dalla stessa Scuola. È evidente che ci troviamo davanti all’ennesima manovra a costo zero. Ora c’è da sperare che in Parlamento possa essere modificata, evitando che ancora una volta a pagare siano i più deboli”.

Ecco, in sintesi, i provvedimenti che penalizzeranno la Scuola pubblica italiana. L’abrogazione di esoneri e semiesoneri per i collaboratori del dirigente scolastico: dal 1° settembre 2015 su 8.400 scuole autonome complessive, ben 1.200, attualmente in reggenza, affidate in pratica al dirigente scolastico di un altro istituto, saranno private anche del responsabile di sede. E altri migliaia di plessi dovranno essere gestiti da docenti. Chi pensa che l’organico funzionale possa sopperire a questi disagi sbaglia.

Spariscono poi tutte le supplenze di breve durata: sempre dal prossimo 1° settembre, infatti, i dirigenti scolastici non potranno conferire le supplenze inferiori ad 8 giorni – come previsto dall’articolo 1 del comma 78 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 – ad assistenti amministrativi (a meno che l’organico della scuola non sia composto da uno o due unità), tecnici di laboratorio e collaboratori scolastici. Alla loro sostituzione si potrà provvedere mediante attribuzione al personale in servizio delle ore eccedenti, attribuite dal dirigente scolastico. Per il personale Ata, che negli ultimi anni aveva perso 47mila unità, si prospetta l’ulteriore riduzione di 2.020posti, per portate alle casse dello Stato un risparmio di 50,7 milioni a decorrere dall’anno 2015/2016.

La “stretta” riguarderà pure le supplenze brevi per i docenti, che non potranno essere più sostituti quando assenti per un solo giorno.

“I capi di istituto – si legge nel testo – sono autorizzati a ricorrere alle supplenze brevi e saltuarie solo per i tempi strettamente necessari ad assicurare il servizio scolastico e dopo aver provveduto, eventualmente utilizzando spazi di flessibilità dell’organizzazione dell’orario didattico, alla sostituzione del personale assente con docenti già in servizio nella medesima istituzione scolastica”.

Per risparmiare ogni anno 147 milioni di euro, viene confermata anche la cancellazione dei commissari esterni degli esami di maturità: il nuovo Esame di Stato della secondaria di secondo grado, già a partire da quello che si svolgerà nel 2015, sarà affidato ad una commissione composta da sei docenti interni e il solo presidente esterno.

Viene poi decurtato di ulteriori 30 milioni di euro il Miglioramento dell’offerta formativa, che finanzia a sua volta il fondo d’istituto, costituito in ogni scuola autonoma per la realizzazione della lunga serie di attività aggiuntive connesse alla realizzazione del cosiddetto Pof scolastico: “l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 4 della legge 18 dicembre 1997, n. 440 è ridotta di euro 30 milioni a decorrere dall’esercizio 2015”, si legge al comma 5, sempre dell’art. 29. Il cosiddetto MOF passerà da 690 a 660 milioni di euro. Ricordiamo sempre che nel 2011, prima che venisse illegittimamente saccheggiato per garantire gli scatti di anzianità (a seguito dell’accordo scellerato sottoscritto all’Aran da parte pubblica e alcuni sindacati nel febbraio 2001), la cifra assegnata era di 1 miliardo e 400 milioni.

Da un’analisi complessiva del documento definitivo approvato dal CdM ed ora all’esame del Quirinale, una modifica dell’ultimo momento, non presente nelle bozze circolate in questi giorni, è stata apportata. E non è una buona notizia, perché riguarda un taglio alle risorse a favore dei disabili. Riguarda il comma 10 dell’art. 18 (Politiche invariate), la legge di bilancio prevede che “lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze, di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, è incrementato di euro 250 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015”. Le associazioni che tutelano il mondo della disabilità hanno fatto osservare che non si tratta di un incremento, ma di una riduzione di 100 milioni di euro rispetto al budget annuale che veniva assegnato in passato: ora chiedono di incontrare il premier Renzi.

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