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Proposta choc dal Torinese, bus separati per rom

Sono troppe le aggressioni sull’autobus “degli zingari”, meglio utilizzare bus separati. E’ la proposta choc dell’amministrazione di centrosinistra di Borgaro, poco più di 13 mila abitanti in provincia di Torino. “Non è razzismo, solo un modo per risolvere un problema che va avanti da troppo tempo”, spiega a La Stampa il sindaco, Claudio Gambino. “Ne parlerò con il Questore – aggiunge – mi sembra l’unica soluzione”.

“L’ipocrisia della sinistra non ha limiti – scrive, su Facebook, Roberto Calderoli (Lega Nord) – pensate se fosse stata la Lega a ipotizzare dei bus separati per i rom, quali e quante accuse di razzismo, xenofobia, nazismo e quant’altro ci sarebbero piovute addosso. Ora in Piemonte è un sindaco del Pd a proporre linee differenziate per i nomadi, per cercare di arginare violenze e crimini ai danni degli italiani, in accordo con il suo assessore di Sel. Dove sono le anime belle? Altro che pensare alla cittadinanza per i figli degli immigrati: i problemi veri sono questi e complimenti agli amministratori di Borgaro che anche se di sinistra hanno ascoltato la loro gente”.
“La proposta di autobus separati per i rom nella periferia torinese è indecente e inaccettabile, incompatibile con Sel”, scrive su twitter il coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia Libertà Nicola Fratoianni.
“Abbiamo contattato l’amministrazione comunale – riferisce l’assessore regionale con delega all’Immigrazione, Monica Cerutti – e non vi sarebbe l’intenzione di portare avanti questo impresentabile provvedimento. La proposta sarebbe stata avanzata da un cittadino e discussa durante un’assemblea aperta. Sarebbe opportuno che la Giunta comunale chiarisse la propria posizione”. “Noi siamo disponibili – aggiunge – a includere il Comune di Borgaro nel tavolo regionale che abbiamo avviato proprio sull’inclusione di rom, sinti, caminanti. È evidente che esiste un problema e la Regione Piemonte ha colto il senso di solitudine nel quale vivono a volte le amministrazioni comunali. Gli amministratori non devono essere lasciati soli e noi dobbiamo fornire risposte a domande specifiche, inclusa l’esigenza di sicurezza. Mettendo però da parte provvedimenti discriminatori ma anche inutili posizioni buoniste”.

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