| categoria: Roma e Lazio

Atac fa cassa, nuovo taglio di linee ma maxi aumento per gli abbonamenti

I numeri magici di Atac: +30, +36. Si tratta di euro e sono gli aumenti che pagheranno i cittadini per acquistare gli abbonamenti annuale e mensili. Insieme all’ennesimo taglio di linee di bus: stavolta a saltare sono in 5. Ecco come l’azienda del trasporto pubblico locale continua a cercare di fare cassa per abbattere il debito di oltre un miliardo e mantenere in vita il servizio. E’ tutto scritto nero su bianco sull’exectuive summer di 35 pagine presentato al cda all’inizio di ottobre. Mercoledì il file power point arriverà sul tavolo della commissione mobilità e sarà presentata dall’assessore Guido Improta e dall’ad della municipalizzata Danilo Broggi. La strada è sempre la stessa: rincari delle tariffe e sforbiciate lineari. “La manovra sugli abbonamenti ed il riequilibrio nella ripartizione Metrebus sono previste a partire dal 1 gennaio 2015. Si assume il mantenimento degli attuali corrispettivi da contratto di servizio con la Regione ed il riconoscimento delle agevolazioni tariffarie”. Soldi in più che dovrebbero arrivare anche dalla gestione dei posti auto nei nodi di scambi, con 20 mila stalli in più, e procedere con le multe per stanare i furbetti del sosta. Così, dopo la spending review sui pc e sui costi di gestione dell’azienda stessa, si punta dritto al ticket: 280 per il pass di un anno (da 250), 38 euro per il mensile (da 35) Ma in via Prenestina sperano anche che vada avanti la “ridefinizione con la Regione del corrispettivo unitario per le 3 ferrovie regionali”. Senza dimenticare il peso delle dismissioni immobiliari, di cui si parla da tempo. E se aumentano i costi per l’utenza, cresceranno anche gli orari di lavoro per gli autisti: si passa, infatti, da 32 a 36 ore settimanali, per i macchinisti si parla di 900 ore l’anno. Una scelta che però non è funzionale all’aumento delle corse. Perché queste ultime saranno ancora le vittime preferite del taglio aziendale. Dal 27 ottobre andranno in pensione l’80/B, il 335, l’84, il 434 e il 690. Modificate altri 11 bus. Il 434 è una perdita in ottica metro B1 per gli abitanti di Torraccia. O l’84 che da Vigne Nuove permetteva di raggiungere il prolungamento dela seconda linea metropolitana. Il motivo? La municipalizzata non è in grado di mantenere i chilometri previsti dal contratto di servizio. Da qui a fine anno arrivare a circa 90 milioni sarebbe considerato un successo in via Prenestina. E pensare che si parlava di 126 milioni. Soprattutto in ossequio alla crociata alla auto lanciata dal sindaco Marino. Invece la sbandierata pulizia dirigenziale è rimasta al palo, il taglio alle corse – dopo le 323 procedure di mobilità per i dipendenti – è arrivato subito. Accompagnato dal rincaro dei ticket.

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