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Ficarra e Picone,si ride tra crisi e celibato

Nell’Italia degli 80 euro di Renzi, il vero ‘petroliò possono essere i parenti pensionati da prendere in casa per aiutare a far andare avanti la famiglia, anche se si rischiano tragicomici risultati. È la variazione leggera sul tema della crisi scelta da Salvatore Ficarra e Valentino Picone nella loro commedia Andiamo a quel Paese, film di chiusura della nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. I due comici, qui al loro quinto film insieme, ne sono registi e anche interpreti con un cast che comprende Lily Tirinnanzi, Tiziana Lodato, Mariano Rigillo, Fatima Trotta, Nino Frassica e Francesco Paolantoni. L’arrivo in sala sarà il 6 novembre con Medusa. Con humour, le situazioni legate alla famiglia e ai sentimenti, si mescolano a un ritratto del presente che tocca tematiche come il reinventarsi dopo essere rimasti senza lavoro, il rituale delle raccomandazioni (definite nel film un prodotto tipico italiano, come la caciotta e il catenaccio) e anche, con grande delicatezza, il celibato dei preti: «Visto com’è fatto il Papa, ci siamo anche spaventati, temevamo che il film uscisse in ritardo – scherzano i due autori -. Vedete nella storia cosa pensiamo del celibato… Invece per i politici proponiamo la castità, possibilmente in monasteri di clausura». In Andiamo a Quel Paese «c’era la volontà di raccontare quello che viviamo tutti i giorni, quello che capita a nostri amici, parenti e a tutti noi. Al di là degli 80 euro, molti ci dicono che campi solo se hai qualche pensionato dentro casa che ti aiuta» aggiungono. Pensate che Renzi sia sulla strada giusta? «Non so se risolverà, certo le cose le dice bene» risponde sornione Picone. ‘Infatti, dovrebbe andare in televisione un pò più spesso, quando lo senti parlare mi sembra vada tutto bene. È quando cambio canale o spengo la tv, e vedo l’Italia che mi sento male« aggiunge Ficarra. Nella trama, Ficarra e Picone sono Salvo e Valentino, grandi amici, che dopo essere rimasti disoccupati, decidono di tornare nel piccolo paese di Monteforte ( le riprese sono state fatte soprattutto a Rosolini in provincia di Siracusa), dove sono cresciuti Valentino e Donatella (Tiziana Lodato), la moglie di Salvo. In attesa di trovare una raccomandazione per un posto di lavoro, a Salvo viene l’idea di prendere in casa gli anziani parenti di famiglia, in modo che con le varie pensioni si possa andare avanti… Una serie di incidenti, però portano l’uomo a un nuovo piano: convincere Valentino a sposare una parente della moglie, Zia Lucia (La bravissima Lily Tirinnanzi). Il paese però inizia a mormorare… In un trionfo, durante la conferenza stampa, di complimenti per i due registi – protagonisti, da parte degli altri interpreti, Francesco Paolantoni riassume: »Loro sono proprio delle brave persone, rare, intelligenti. Sul set c’era un clima fantastico, rilassato e rilassante. Io e Nino Frassica li seguiamo da quando erano ragazzini…. Questo è un film comico ma non ridanciano. fa ridere molto ma lascia anche un retropensiero, un suggerimento alla riflessione«.

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