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Il S.Eugenio non si tocca, Eur in rivolta. Quattromila firme per difendere l’ospedale

Il S.Eugenio non si tocca, Eur in rivolta. Quattromila firme per difendere l’ospedale. Libro bianco dell’associazione “Tutela Diritti Cittadini e Malati” indirizzato al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ed alle autorità cittadine sui disservizi che si registrano da troppo tempo nell’ospedale dell’Eur. Al corretto funzionamento della struttura sanitaria guardano anche i residenti dei quartieri costieri. E’ il caso di Medicina Nucleare: il reparto è chiuso da marzo scorso per urgenti lavori di messa a norma. “Il Governatore Zingaretti aveva annunciato la sua riapertura ad ottobre: ma di quale anno?” domandano i volontari che ricordano anche: “questo reparto serve per curare i tumori della gola, ipertiroidismi , alleviare dolori a chi ha metastasi e per diagnosi di natura tumorale, quindi individuare le neoformazioni”. “Meno di un anno fa erano stati acquistati per il reparto costosi macchinari che ora giacciono inutilizzati” aggiungono dall’associazione.

A Medicina Oncologica i volontari per la Tutela dei diritti denunciano che “medici addetti al servizio stanno informando i circa 3000 pazienti, che a fine anno il reparto verrà chiuso:ma lo possono fare. Non ci dovrebbe essere un comunicato della Direzione?”. Circolerebbe l’indiscrezione che l’Oncologia sarà trasferita al S.Giovanni. Riguardo ad Ematologia, reparto universitario connesso con la medicina oncologica, con terapie e cure per il trapianto del midollo osseo, al Sant’Eugenio “gli operatori lavorano in condizioni disagiate e la ristrutturazione annunciata,non è mai partita”.
La Radiologia è aperta dal lunedi al venerdi dalle ore 8,30 alle ore 12 e serve solo per i ricoverati interni, “che – stando alla denuncia dell’associazione – aspettano giorni per fare un esame, mentre per gli esterni le liste sono chiuse e il reparto non può essere utilizzato neanche per le Tac, le Rmn ed ecografie”. Le Sale Parto “sono chiuse da ben otto mesi ed i parti vengono effettuati in due sale operatorie prese in prestito alla Chirurgia. Inutile dire che per gli interventi chirurgici le liste d’attesa si allungano proprio per l’indisponibilità di tutte le sale operatorie.Quando il Pronto Soccorso è saturo,cioè non ha più posti dove mettere i pazienti,in tutto l’ospedale vengono chiusi gli interventi d’elezione cioè quelli programmati,con conseguente allungamento delle liste d’attesa.

La carenza negli organici di medici e infermieri si sente in particolar modo a Radiologia, Urologia, Cardiologia, Medicina d’urgenza e Pronto soccorso. Il servizio di Urologia “non può svolgere le sue funzioni in maniera moderna perchè il litotritore endourologico ,dato in prestito da una casa costruttrice, la Asl non l’ha pagato e l’azienda l’ha ripreso indietro; il reparto non dispone di un ecografo per biopsie prostatiche perineali, che usa una tecnica avanzata, per cui il reparto fa inteventi prostatici con vecchie tecniche riducendosi così il numero dei cittadini operati”. Le liste d’attesa per le chirurgie sono lunghissime arrivando anche ad oltre otto mesi di attesa ed anche coloro che hanno già effettuato o la preospedalizzazione o le dimissioni protette, non riescono a fare gli interventi nei tempi previsti.

Infine, viene ricordato che “il Pronto Soccorso del S.Eugenio è l’unico esistente nella zona, per cui si può immaginare la ingovernabile situazione: le attese di 15 ore ed oltre, in sala o su una barella, la indisponibilità di posti letto, ambulanze ferme perchè hanno la barella occupata”. Tutti gli elementi legati ai ritardi ed ai disservizi sono stati riassunti in una nota che è stata sottoscritta da oltre quattromila residenti e spedita alle autorità sanitarie competenti.

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