| categoria: salute, sanità

Mini-ecografi da tasca per i medici,italiani tra i primi a sperimentarli

È ormai una realtà l’ecografo che sta è nella tasca del medico. Grande come uno smartphone o un tablet, l’ecoscopio – questo è il suo nome – è destinato a diventare, in un futuro vicinissimo, uno strumento quotidiano per i dottori. Sono già 17 i centri di medicina interna italiani in cui si organizzano corsi per insegnare ai camici bianchi come usarlo, altri 22 i centri con un’esperienza che oscilla fra le 2000 e le 9000 ecografie all’anno, pronti ad attivare percorsi di formazione: è infatti necessaria un’ottima preparazione per l’interpretazione dell’esame. Una novità su cui si sono confrontati gli esperti riuniti per il 115° Congresso della Società italiana di medicina Interna (Simi), a Roma fino a domani. «L’Italia è stata fra le prime nazioni al mondo, assieme al Giappone, a sperimentare l’ecoscopio portatile per la diagnosi al letto del paziente – spiega Vincenzo Arienti, direttore della Medicina interna dell’ospedale Maggiore di Bologna – Oggi ne esistono di vari tipi ma i più piccoli sono grandi come un tablet o un comune smartphone. L’ecografo portatile consente di valutare con estrema precisione moltissime patologie: dal versamento pleurico ai calcoli renali o alla colecisti, dalle trombosi venose ai noduli tiroidei. Con un ecoscopio la diagnosi è più immediata ed evidente». I nuovi strumenti, costano poche migliaia di euro, nulla di paragonabile al costo di un ecografo tradizionale. Potranno essere impiegati in diverse situazioni consentendo risparmi enormi di tempo e denaro nella gestione del malato. «L’ecoscopio inoltre aiuta a decidere quando sia appropriato un ricovero, indirizza velocemente alle terapie più opportune, evita esami inutili: si è stimata una riduzione dei costi per paziente che può arrivare addirittura al 70% attraverso l’uso di queste tecnologie di telemedicina», osserva Arienti.
La valutazione di un’ecografia, però, dipende molto dall’operatore che la esegue, «perciò Simi sta sottolineando con forza l’importanza di percorsi di formazione adeguati per i medici italiani», sottolinea Gino Roberto Corazza, presidente Simi. «Basta un corso di una o due settimane per imparare a fare un’ecografia di primo livello, ma Simi intende formare una rete diffusa di medici in grado di usare l’ecografo portatile come un ‘super-stetoscopiò». Per farlo, «già oggi 17 Centri di medicina interna sparsi su tutto il territorio sono in grado di offrire percorsi di formazione specialistici per l’uso dell’ecoscopio, altri 22 sono pronti ad avviare nuove scuole. In Italia esistono centri di enorme esperienza che eseguono oltre 9000 ecografie all’anno: è da questi che si sta diffondendo l’utilizzo dei nuovi mini-strumenti, che in un futuro molto vicino diventeranno la norma ovunque», conclude Corazza.

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