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Bufera su Grillo, “offende la memoria delle vittime di mafia”

Il più risentito, e non poteva essere diversamente, è il governatore Rosario Crocetta. Per lui, preso a bersaglio e «sfiduciato» in piazza, Beppe Grillo è semplicemente un «barbaro politicante che cerca i voti della mafia». Più sfumate nei toni ma non meno perentorie nella sostanza le altre reazioni all’uscita del leader del Movimento 5 stelle secondo cui una volta la mafia aveva una sua «condotta morale» perchè non metteva bombe nei musei e non uccideva i bambini. Dichiarazioni choc che sollevano una pioggia di critiche. Duro con il leader M5s invece il premier Matteo Renzi che parla tra l’altro di un Grillo «fuori di testa» e «inqualificabile». A parte qualche esponente del Movimento, molti sottolineano che nelle parole di Grillo c’è un rovesciamento di valori. Riconoscere a Cosa nostra una scelta «morale» è «una idiozia senza precedenti» incalza Crocetta, che ricorda il primo delitto di mafia del 1893 di cui rimase vittima Emanuele Notarbartolo, direttore del Banco di Sicilia, «colpevole di avere compreso l’intreccio mafia-affari». «Grillo – dice Crocetta – si dimostra omofobo, xenofobo, strizza l’occhio ai poteri forti e si allea con i nemici della Sicilia per logiche di potere». Per Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso, le parole di Grillo sono un «insulto a tutte le vittime di Cosa nostra». In più, il leader M5s «mostra di non conoscere il significato della parola mafia» e «tratta con leggerezza un argomento che ha creato tanto dolore e tanti morti, dimentica il sacrificio di Giovanni Falcone e delle altre vittime della mafia». «Frasi a effetto senza pensiero» le liquida Pina Grassi, vedova dell’imprenditore Libero che si ribellò al racket del pizzo. Anche dai magistrati arrivano nette prese di distanza. Per il procuratore facente funzione di Palermo Leonardo Agueci «mettere insieme mafia e morale è un ossimoro, un contrasto insanabile». Da quando la mafia esiste come forza criminale, aggiunge Giuseppe Di Lello, per anni componente del pool di Falcone e Borsellino, «non ha mai avuto una morale tanto è vero che ha compiuto stragi e ucciso donne e bambini». Sul fronte politico se Grillo viene attaccato dal renziano Davide Faraone e da Simona Vicari (Ncd), è invece difeso strenuamente da alcuni esponenti del suo movimento che mettono sotto accusa i media e denunciano la «manipolazione» del pensiero del loro leader da parte del «regime». «Dov’erano – si chiede il capogruppo al Senato, Alberto Airola – i professionisti dell’indignazione, così scandalizzati da una frase di Beppe Grillo che non hanno nemmeno capito, quando si abbassavano le pene per il reato di voto di scambio? Dove sono adesso quando si perseguitano i giudici e si intralciano le indagini? Dov’erano quando a maggio il voto trasversale dell’Assemblea Regionale Siciliana respingeva la proposta del M5S di abolire il vitalizio per i condannati di mafia?». Anche il deputato Alessandro Di Battista sottoscrive le parole di Grillo e rilancia le accuse alla stampa. «Oggi la mafia finanziaria utilizza di meno la lupara. Ha i media a disposizione, li controlla. I media sanno uccidere con la macchina del fango, sanno distruggere chi si ribella a un sistema facendolo passare per tutto quel che non è».

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