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Parroco si impicca in canonica, trovato dall’arcivescovo

L’arcivescovo questo pomeriggio aveva un appuntamento con lui, dunque ha attraversato la città, è salito fin sull’altopiano carsico, a Santa Croce, ed è entrato in parrocchia. Qui ha raggiunto la canonica e lo ha trovato, senza vita, impiccato. Superato il primo momento di sgomento ha avvertito il 113 e chiesto soccorsi. Quando questi sono giunti, non è stato possibile fare altro che constatare la morte di don Max Suard, il parroco di Santa Croce, uomo della comunità slovena, appartenente alla Diocesi di Trieste. Ignote le cause del suicidio, le indagini sono state avviate dagli agenti della Questura di Trieste nel massimo riserbo e proseguono con altrettanta discrezione. Secondo qualcuno, il sacerdote era prossimo a un trasferimento in un’altra parrocchia ma la voce non trova conferme nell’ambiente ecclesiastico. Lo stesso arcivescovo non ha voluto rilasciare dichiarazioni. «È molto scosso, è turbato» ha fatto sapere il suo segretario, don Mario, che gli è stato vicino a lungo subito dopo il rinvenimento del cadavere. E poi, ovviamente, le domande degli investigatori, le procedure di rito. Sul posto è giunta immediatamente una pattuglia della Squadra Volanti, rinforzata subito dopo da personale della Squadra Mobile. Mentre gli agenti effettuavano i sopralluoghi del caso, altro personale si è messo a disposizione dei familiari. Tra le poche notizie che sono filtrate, c’è quella, comprensibile, secondo la quale don Max Suard ha atteso di restare da solo nella canonica per compiere il tragico gesto. Questo sarebbe avvenuto non molto tempo prima dell’arrivo dell’ arcivescovo. Gli investigatori stanno ora ricostruendo le ultime ore di vita del parroco e setacciando nella sua vita privata nel tentativo di individuare le cause che hanno spinto don Max a impiccarsi.
In tarda serata la Curia di Trieste ha diffuso un comunicato nel quale precisa che «il Vescovo dopo aver avvisato alle ore 16.00 don Maks del suo arrivo, giunto verso le 16.30 circa nel luogo, alle sue ripetute telefonate, in quanto la porta della canonica risultava essere chiusa, non riceveva alcuna risposta. Chiamato il sacrestano, che gli ha aperto la porta della canonica, con lo stesso rinveniva il corpo privo di vita del sacerdote». L’incontro, si legge nel comunicato, era stato fissato a seguito della contestazione al parroco «di fatti gravi successi molti anni fa che coinvolgevano una ragazzina di 13 anni» e sui quali il Vescovo, sabato scorso, aveva «chiamato don Maks per le dovute comunicazioni». Il sacerdote, si legge ancora nella nota della Curia, «con umiltà e serenità di spirito, aveva chiesto due giorni per preparare una lettera di dimissioni e una memoria scritta».

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