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CONSULTA/ Pd ufficializza la rosa con M5S, dubbi Fi-Ncd

Il Pd ufficializza con il Movimento Cinque Stelle la rosa dei candidati per la Consulta ed il Csm. Un gesto però che non serve a sciogliere la riserva dei pentastellati che tramite il deputato Danilo Toninelli fanno sapere che l’ultima parola sulla rosa dei nomi sarà affidata alla rete. Il «tandem rosa» comunque sembra non convincere del tutto Forza Italia ed Ncd, tanto che il rischio di un’ennesima fumata nera non è improbabile. L’argomento sarà affrontato ufficialmente in settimana sia da Pd che da Forza Italia nel corso delle riunioni dei gruppi parlamentari a cui prenderanno parte sia Matteo Renzi che Silvio Berlusconi. In casa del centrodestra, a creare qualche problema è l’idea di votare la Sandulli che nel 2005 (secondo quanto riportato anche da Libero su un blog on line) fu tra i firmatari di un appello contro la riforma della giustizia del governo Berlusconi. Il nome scelto lascia perplessi diversi esponenti di Forza Italia, ma anche parlamentari del Nuovo Centrodestra: «Di avvocati e di docenti universitari donna – spiega uno dei tecnici della giustizia di Ncd – ce ne sono tante. Si provi ad individuare un altro nome…». Insomma la strada sembra al momento tutta in salita. La situazione poi appare ancora più complicata per Fi. Le divisioni emerse all’interno dei gruppi sul nome di Antonio Catricalà e poi su quello di Donato Bruno non sono state sanate. A questo si aggiungono i malumori per la presa di posizione dell’ex premier sulle unioni civili per non parlare infine dell’atteggiamento, troppo morbido secondo i cosiddetti frondisti, rispetto al governo Renzi. Capitolo a parte è poi quello sulle riforme. Berlusconi è intenzionato a rispettare gli accordi con Renzi, ma la proposta del premio alla lista non incontra i favori di tutto il gruppo dirigente azzurro. Ecco perchè tra i consiglieri di Berlusconi c’è chi teme che il voto sulla Consulta sia preso come ennesimo pretesto per inviare messaggi di insofferenza ad Arcore. In realtà, spiega chi conosce bene Berlusconi, l’ex capo del governo è poco interessato alla ‘partità sulla Consulta, consapevole però che un passo falso di Forza Italia può aprire la strada ufficialmente al dialogo tra Pd e Movimento Cinque Stelle che, dai nomi per le Corte Costituzionale e Csm, può spostarsi su altri temi come quello della legge elettorale. Berlusconi è consapevole quindi di dover giocare bene le sue carte nel tavolo della trattativa sulle riforme con Renzi a cui l’ex capo del governo vuole inserire anche il capitolo giustizia. Non è un caso che oggi, dopo giorni di dichiarazioni dei big azzurri, a parlare sia Mariarosaria Rossi, tesoriere di Forza Italia ma soprattutto fedele interprete del verbo dell’ex premier. La fedelissima di Berlusconi chiede che la legge Severino sia cambiata e che l’argomento diventi parte del «dialogo sulle riforme istituzionali. Delle piccole modifiche sarebbero sufficienti per mettere riparo delle grandi ingiustizie. Come quella che ha purtroppo avuto come vittima Berlusconi».

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