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Argentina, Procter & Gamble bandita dal Paese per frode fiscale

Le autorità argentine hanno deciso di bandire il colosso Procter & Gamble dal Paese, accusando la multinazionale di frode fiscale. Secondo una nota apparsa sul sito della Presidenza della Repubblica , P&G si sarebbe resa responsabile di una sovrafatturazione sulle importazioni dal Brasile, passate attraverso una filiale in Svizzera, per 138 milioni di dollari. Secondo l’Agenzia delle entrate argentina (Afip) le operazioni potrebbero rappresentare un caso di contrabbando aggravato ed evasione fiscale.
“Le multinazionali non possono gestire le proprie entrare ingannando lo Stato, evadendo le imposte e privando i cittadini delle risorse per i servizi pubblici” ha tuonato Ricardo Echegaray, a capo dell’Afip, rendendo noto di aver inoltrato alla Sec (la Consob statunitense) un documento in cui si evidenziano le irregolarità commesse dalla multinazionale e di aver chiesto uno scambio di informazioni alle autorità svizzere e brasiliane in merito alla vicenda. “Il nostro obiettivo – ha spiegato – è che P&G restituisca alla Banca Centrale la valuta trasferita all’estero e che paghi le sanzioni e le imposte evase attraverso la manipolazione dei prezzi”. Oltre alle questioni fiscali, però, sulla testa dei dirigenti della multinazionale in Argentina pendono anche una serie di denunce penali, tanto che l’Afip ha chiesto agli organi di giustizia di impedire ai vertici della filiale latinoamericana di lasciare il Paese fino a quando la vicenda non si sarà risolta.
Mat.Tag.

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