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Si apre una trattativa sulla legge Severino, il Cav incalza

«Un’ingiustizia» da correggere al più presto, estirpando quella retroattività definita dallo stesso Silvio Berlusconi, «sacrilega». La legge Severino irrompe così, dopo la decisione del Tar campano sul sindaco Luigi De Magistris, nel dibattito politico nazionale, con FI che, a partire dal suo leader, oggi sembra scendere ‘ufficialmentè in campo per una rapida modifica del provvedimento. E il dibattito sulla legge che determinò la decadenza dell’ex premier da senatore potrebbe incrociarsi pericolosamente con quel Patto del Nazareno sul quale, dopo l’intervista di Lorenzo Guerini al Corriere della Sera, dalle parti di Arcore sembra essere sceso improvvisamente il gelo. Le parole del vicesegretario Pd – che invita FI a rompere gli indugi prima che i Democrat aprano ad altre forze politiche, come il M5S – hanno sorpreso, soprattutto per i toni, il leader azzurro. Sui negoziati non ci sono «preclusioni» ma simili aut-aut non sono opportuni, un’ulteriore modifica dell’Italicum va concordata attorno a un tavolo, avrebbe commentato – secondo quanto riferito da chi ha avuto modo di sentirlo – Berlusconi, consapevole che il premio alla lista e non alla coalizione al quale mira il premier Matteo Renzi non sia un’opzione facilmente accettabile, soprattutto per le reazioni che provocherebbe all’interno di FI. Anche per questo, un incontro chiarificatore tra i due contraenti potrebbe presto concretizzarsi sebbene sia quasi escluso che avvenga questa settimana: il leader azzurro potrebbe arrivare a Roma mercoledì sera o direttamente giovedì per presenziare al mega-vertice al quale parteciperanno gruppi parlamentari, eurodeputati, coordinatori regionali e i 120 coordinatori provinciali. Mentre, sul futuro dell’Italicum, potrebbe ora, anche influire l’atteggiamento del Pd sulla legge Severino. La riforma della giustizia, sebbene non sia un titolo del Patto del Nazareno, è uno dei temi ‘principè nei confronti tra FI e Pd e oggi Berlusconi, dopo la prudenza dei giorni scorsi, ha prima auspicato che, «dopo tanti mesi oscuri, la giustizia possa prevalere sulla convenienza politica», e poi definito un «sacrilegio» l’applicazione retroattiva prevista dal provvedimento. E da FI, nelle ore successive, è subito partito il tam-tam per una rapida modifica. Con Il Mattinale, «house-organ» di Renato Brunetta, che si è spinto oltre, evocando la rottura del Patto del Nazareno nel caso Renzi non rimedi alla «trappola» della retroattività. Il Pd, per ora, prende tempo, contando anche sul fatto che, il giudizio della Consulta sul caso de Magistris non investirà il nodo della retroattività. Ma il pressing di FI si preannuncia alto e oggi ha trovato sponda anche nelle parole del presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro. «Tra il Parlamento e il giudice io preferisco sempre il Parlamento. Quindi, se il Parlamento volesse intervenire, non so in che termini, certo sarebbe meglio, più sano», ha affermato Tesauro, in un lunedì che, per gli azzurri, è stato segnato anche dal rinvio a giudizio di Denis Verdini nei confronti del quale unanimi sono arrivati i messaggi di solidarietà dei big azzurri, incluso quello del ‘dissidentè Raffaele Fitto. In silenzio, invece, Berlusconi, che però avrebbe espresso telefonicamente la propria vicinanza al senatore, tra i principali sponsor del Patto del Nazareno. E, anche per il suo ruolo politico, la vicenda giudiziaria di Verdini potrebbe agitare ulteriormente le acque azzurre.

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