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Il roadshow dei tappi sintetici di nuova generazione: ricerca, sicurezza alimentare e prestazioni

Sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e costanza nelle prestazioni, garantiti da una continua ricerca di soluzioni innovative. Sono gli elementi chiave che caratterizzano i tappi sintetici espansi di ultima generazione, al centro di una serie di incontri con tecnici e produttori di tutto il Paese organizzati dal Gruppo Sintesi (www.tappisintetici.org), che rappresenta le primarie aziende italiane ed estere che producono e commercializzano questo tipo di chiusure in Italia.

L’ultimo appuntamento, in ordine di tempo, si è tenuto presso le Cantine Bolla, a Verona, e, grazie alla collaborazione della sezione Veneto Occidentale dell’Associazione enologi enotecnici italiani, ha visto la presenza di circa cinquanta tra enologi e rappresentanti delle cantine della regione.

Il presidente del Gruppo Sintesi Roberto Casini ha ricostruito l’evoluzione del settore negli ultimi vent’anni, evidenziando come “i produttori di chiusure sintetiche hanno puntato e investito nella ricerca, dando una spinta decisiva al processo di innovazione nel settore. Questo ha portato a concentrare maggiormente l’attenzione su alcuni aspetti fino a quel momento poco considerati, come l’uniformità e la replicabilità delle prestazioni e, soprattutto, la capacità di modulare il trasferimento di ossigeno dall’ambiente esterno al vino”.

Su quest’ultima caratteristica si è concentrato l’intervento dell’enologa Elisa Martelli, che ha sottolineato come le differenti permeabilità all’ossigeno delle chiusure sintetiche consentano all’enologo di “creare vini con profili aromatici molto diversi” con la garanzia di “una omogeneità di risultati molto superiori rispetto alle chiusure naturali”.

La capacità di queste chiusure di tutelare la qualità del prodotto e allo stesso tempo di garantire la salute del consumatore, grazie al rispetto di norme stringenti, è stata al centro dell’intervento di Alberto Taffurelli.

“I tappi sintetici devono sottostare alle numerose specifiche tecniche contenute nel regolamento comunitario 10/2011 – ha spiegato -. Il rispetto di queste norme garantisce un prodotto sicuro, i cui costituenti non danneggiano né il consumatore né le caratteristiche organolettiche del prodotto. In particolare, dunque, si garantisce che non ci può essere migrazione dei costituenti del tappo nel vino”. Un elemento estremamente rilevante, soprattutto nel momento in cui si analizzano queste caratteristiche rispetto ad altri tipi di chiusure: “In alcuni casi – ha aggiunto – le normative sono meno chiare e specifiche, soprattutto per quei materiali ed oggetti destinati al contatto con alimenti che non sono specificatamente regolamentati come ad esempio i tappi tecnici in sughero: la migrazione nel vino dei costituenti degli adesivi poliuretanici utilizzati per agglomerare le particelle di sughero, quando utilizzati in questa tipologia di prodotti, non è infatti puntualmente legiferata”. Una questione sulla quale anche la FDA, l’ente governativo americano che regola le autorizzazioni per i prodotti alimentari e farmaceutici, non ha espresso pareri ufficiali, lasciando nell’ambiguità i controlli analitici effettivamente necessari per valutare la conformità di tali prodotti.

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