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Bilancio Ue, Londra canta vittoria, ma è bufera su Cameron

È tempesta sul premier britannico David Cameron ed il ministro del Tesoro George Osborne per il cosiddetto accordo raggiunto all’Ecofin per il pagamento degli aggiustamenti al bilancio Ue 2014. Lasciando la riunione il Cancelliere dello scacchiere annuncia: «Pagamento dimezzato, da 1,7 miliardi di sterline a 850 milioni, posticipato, dilazionato e senza interessi». Ce n’è di che essere soddisfatti insomma. In quegli stessi minuti l’inquilino di Downing street gongola su Twitter: «Avevo detto che il primo dicembre non avremmo pagato. Promessa mantenuta». Ma non appena emergono i dettagli dell’operazione, e cioè, che l’abbattimento degli 1,7 miliardi si ottiene sottraendo i «rebates», gli sconti Ue comunque attesi dal Paese nel 2015, dai laburisti all’euroscettico Ukip il coro è unico: il governo vende fumo. Di fatto l’intesa politica raggiunta consiste in un posticipo del pagamento al 2015, e la dilazione in due rate. Quindi non c’è più la scadenza del primo dicembre. Una tranche sarà dovuta a luglio, e la seconda entro settembre, senza interessi. Il conto invece si dimezza perchè dalla cifra dovuta, si sottraggono 850 milioni di sterline di sconti che la Gran Bretagna avrebbe dovuto comunque ricevere nel 2015 dall’Unione. In altre parole, come spiega il vicepresidente della Commissione Ue con delega al Bilancio Kristalina Georgieva, la Gran Bretagna «farà coincidere il periodo dei pagamenti dovuti con quello degli sconti attesi» abbattendo così il costo. «Non c’è stato alcun negoziato Ecofin sulle quote», chiarisce il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Ciò di cui si è parlato all’ Ecofin è la «proposta» avanzata da Georgieva, che prevede un meccanismo di «flessibilità» con cui si può ritardare il pagamento degli aggiustamenti di budget in presenza di «circostanze eccezionali» (quindi se viene superata una certa soglia), secondo un «trattamento equo» per tutti gli Stati membri. Una proposta che ora dovrà essere elaborata nei suoi dettagli tecnici e «tradotta in forma legislativa a rettifica del regolamento» prima di ottenere l’ok di Consiglio e Parlamento Ue. Un meccanismo che l’Italia non sa ancora se applicherà, dato che non ne conosce nè i particolari tecnici, nè l’impatto. La vittoria di Cameron-Osborne a Bruxelles insomma fa acqua da tutte le parti e presta il fianco alle critiche più accese. «Cameron e Osborne stanno cercando di prendere in giro la gente», tuona Ed Balls, responsabile al Tesoro per il Labour, sottolineando che non è stato risparmiato «un solo penny». Rincara la dose Nigel Farage: «Osborne sta cercando di salvarsi dal disastro. Dobbiamo pagare per intero gli 1,7 miliardi di sterline, la credibilità del Cancelliere è in caduta libera». E ancora: «Prendere a prestito quello che ci spetta di diritto in futuro per pagare un conto ingiusto non è una vittoria. È un inganno».

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