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Bulgaria, si insedia il nuovo governo. Borissov di nuovo premier

Il carismatico cinquantacinquenne Boyko Borissov, ex pompiere, ex guardia del corpo, ex sindaco della capitale Sofia, è ritornato alla ribalta sulla scena politica in Bulgaria nella veste di premier del paese balcanico per la seconda volta. Oggi il parlamento di Sofia ha approvato il nuovo esecutivo di minoranza formato dal suo partito conservatore Gerb (84 seggi nel parlamento unicamerale composto da 240 deputati) in coalizione con il Blocco riformista (centrodestra, 23 seggi) e il partito Abv (fuoriusciti dal Partito socialista bulgaro Bsp, 11 seggi). Borissov, dopo aver vinto le elezioni anticipate del 5 ottobre è riuscito ad assicurarsi nei giorni scorsi l’appoggio in parlamento del Fronte patriottico (nazionalisti, 19 seggi) e in questo modo, almeno nei primi tempi, potrà contare su una maggioranza di 137 voti. Quattro sono i vicepremier nel nuovo gabinetto di Borissov. Tomislav Doncev del Gerb si occuperà dei fondi europei e dell’economia, Rumina Bachvarova, sempre del Gerb, sarà responsabile dell’amministrazione pubblica e della politica di coalizione, Meglena Kuneva del Blocco Riformista seguirà le politiche europee e i rapporti con le istituzioni, e infine Ivailo Kalfin dell’Abv è responsabile della politica sociale ed è anche ministro del lavoro. I ministeri sono 17 e il Gerb si è riservato quelli chiave – delle finanze, dell’interno, dei trasporti e delle telecomunicazioni e dello sviluppo regionale – mentre il ministero della difesa spetta al Blocco riformista. Nel febbraio 2013, a pochi mesi dal termine del suo primo mandato di quattro anni come premier, Borissov si è dimesso a seguito delle proteste di massa in tutto il paese contro il carovita, l’arbitrio dei monopoli e la dilagante corruzione. Oggi dovrebbe andare incontro alle stesse di prima ma anche a diverse altre sfide. La prima è quella del caso della bancarotta della quarta per grandezza banca in Bulgaria, la Corporate Commercial Bank, con un buco di oltre 4 miliardi di lev (circa 2 miliardi di euro). Borissov dovrà poi dissipare il sospetto di gran parte dei bulgari che le elezioni e i governi sono una sorta di messa in scena, la solita corsa tra i partiti per accaparrarsi il potere, con il concetto di ‘destrà e ‘sinistrà, fuso in un’unica ricetta ‘alla bulgarà che pare una vera e propria organizzazione di stampo oligarchico. La situazione in Bulgaria continua ad essere allarmante, tra carovita, criminalità organizzata e corruzione anche ai piani alti del potere. Lo stipendio medio mensile da tempo si aggira intorno ai 400 euro e le pensioni sono inferiori ai 140 euro, mentre i prezzi dei generi alimentari, dell’energia e dei prodotti di consumo si avvicinano a quelli dei Paesi occidentali

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