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L’uomo del momento? E’ l’altro Matteo

L’uomo del momento? E’ l’altro Matteo. E’ Salvini, leader incontrastato della nuova Lega, l’erede “intelligente”, evoluto di Umberto Bossi. La faccia pulita e moderna del Leghismo. E’ capace, sa comunicare, è simpatico, educato, vezzeggiato da ogni talk show politico e sempre disponibile. All’inizio sembrava una macchietta, un po’ meno folkloristica del senatur, ma pur sempre espressione di quel movimento che da Bologna in giù era visto come il fumo negli occhi. Oggi ci si accorge che Salvini è un leader moderno, lucido, pragmatico. Ciò che mancava ad una Italia confusa, in crisi profonda di idee e di prospettive. Con Salvini la Lega ha preso una direzione precisa, di contrasto non aprioristico ma mirato. Lasciati da parte i simboli iconografici del Bossismo parla e argomenta in modo diretto, comprensibile. Rappresenta una opposizione moderna, direbbero i commentatori politici, molto meno confusa del grillismo. Il fatto che vada a cercare il confronto, il contrasto, che susciti reazioni violente è da una parte un bene (vuol dire che è efficace, che tocca i nervi scoperti del sistema, indica una personalità che non ha paura di mettere la faccia e di rischiare l’impopolarità, sottolinea il coraggio) e dall’altra un male, perché in qualunque momento una scintilla può accendere incendi pericolosi. La crisi, la mancanza di soluzioni, la politica inconcludente a base di slogan sta creando un clima di tensione latente, di violenza che potrebbe portare il paese ad una deriva inquietante lasciando spazio ad estremismi di qualsiasi genere. Non è quello che serve in questo momento. E ci siamo già passati.

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