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MALTEMPO/ A Carrara scontri polizia-manifestanti

La molla è stato l’intervento del sindaco di Carrara (Massa Carrara), Angelo Zubbani, che si è affacciato per dire che le colpe non vanno cercate in Comune. A quel punto, le duemila persone che, dopo l’alluvione dei giorni scorsi, erano arrivate davanti al municipio per chiedere le dimissioni della giunta hanno reagito con urla e spintoni: per evitare che entrassero in contatto con il primo cittadino, la polizia è intervenuta con cariche di alleggerimento. Due agenti sono rimasti feriti, Zubbani ha accusato un lieve malore. A Carrara la tensione resta alta. Tre giorni fa un pezzo di argine del torrente Carrione ha ceduto, provocando l’allagamento della città. Nel 2003 e due anni fa era successa la stessa cosa. I cittadini sono al limite della sopportazione. Stamani si sono ritrovati davanti al Comune per protestare con la giunta. In questi giorni, per la verità, qualche indicazione sui possibili responsabili è emersa e il Comune non sembrerebbe essere fra i principali indiziati. Dopo il 2003, la Regione ha finanziato gli interventi di ricostruzione dell’argine, che sono stati appaltati dalla Provincia, sono stati eseguiti nel 2006-2007 e sono stati collaudati nel 2010. A Carrara, però, si accusa il Comune di non aver controllato che le opere venissero fatte bene. Il sindaco ha provato a minimizzare quanto avvenuto oggi: «Non è stato nulla di grave. Io ho accusato solo un lieve mancamento. Ero provato dalla tensione, sono due giorni che non dormo. Ma ora sono già al lavoro». Nel parapiglia è stato colpito a una gamba. «Forse è stato lanciato un oggetto, forse un calcio, nulla di che – ha continuato – in momenti di tensione sono cose che possono succedere». I manifestanti sono però riusciti a entrare in municipio, occupando una sala, dove si sono riuniti in presidio permanente. La loro intenzione è restare nell’edificio anche la notte. Per evitare altre tensioni, l’amministrazione ha dato loro il permesso di farlo. «Oggi è il momento di dare vicinanza alla gente e di stare in mezzo ai cittadini – ha detto il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, in visita a Carrara -. Ma oggi loro si aiutano non con gli scontri o alimentando le polemiche, ma dialogando per cercare di fornire risposte concrete». Intanto, in attesa degli esiti dell’inchiesta penale della procura di Massa e di quella amministrativa della commissione regionale, c’è chi si affida alle indagini fai da te. La portavoce del meet up del M5s di Carrara, Sara Paglini, ha pubblicato on line un video sulla composizione di un detrito dell’argine: «All’esterno – spiega – sembra una grande barriera di cemento e all’interno è polistirolo. Stiamo andando a capire meglio se questo è il criterio per fermare un fiume che dal 2003 in poi è esondato ben cinque volte. Questi lavori sono stati fatti nel 2008» e costati 500 mila euro.

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