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Su Italicum si tratta. Il premier: o dentro o nessuna intesa futura

Per rimettere in salute il patto del Nazareno, Pd e Forza Italia trattano. Già domani, a quanto si apprende, Silvio Berlusconi potrebbe contattare Matteo Renzi e accettare le modifiche alla riforma che martedì sarà incardinata in commissione al Senato. Un via libera, un pò a denti stretti, che non può prescindere dal fatto che il count down per la successione di Giorgio Napolitano è ormai partito. E che Fi non vuole essere esclusa dagli accordi. «Se Berlusconi non dà l’ok al patto, è fuori dai giochi oggi e nei prossimi mesi», è l’avviso recapitato dai vertici dem ad Arcore. Per tutto il giorno, i pontieri sono stati al lavoro per concordare le modifiche all’Italicum che vadano bene sia a Pd e Fi: i dem insistono per il premio alla lista, gli azzurri vogliono garanzie sulla quota di eletti nel listino bloccato e sulla soglia di sbarramento. E la prova che si tratta arriva dalle uscite soft anche da parte dei pasdaran di Fi, come Renato Brunetta. Ma al di là della riforma elettorale, è tutta politica e strategica la motivazione che sta convincendo il Cavaliere a non far saltare il tavolo. Oggi le dimissioni di Giorgio Napolitano sono diventate un pò più vicine, molto più delle voci che giravano da mesi. Matteo Renzi, quando sarà, è pronto a cercare la personalità più condivisa possibile ma per il Pd sarà dirimente l’affidabilità dimostrata da Silvio Berlusconi sul patto del Nazareno. L’avviso dei dem è che se salta l’intesa sulla riforma elettorale, si apriranno nuovi forni sia sulla legge elettorale sia per cercare la personalità migliore a salire al Quirinale. Per questo Giovanni Toti è molto attento a buttare acqua sul fuoco di una rottura. «Mi sembra una tempesta in un bicchier d’acqua – minimizza il consigliere dell’ex premier – Nessuno ha mai detto di voler far saltare il Patto del Nazareno o di non voler fare le riforme». L’unica richiesta, aggiunge, «è che Renzi »dia il tempo ai contraenti di questo accordo di condivisione«. Ma è proprio il tempo quello che il premier non sembra disposto a concedere. Determinatissimo ad approvare l’Italicum entro l’anno. Per questo, forse già domani arriverà dagli azzurri l’avallo alle modifiche prima dell’approdo in commissione. Se il nuovo Italicum avrà l’ok di Pd e Fi, non tutti i nodi saranno però sciolti. Ncd guarda nervosa dalla finestra l’esito della trattativa in attesa del vertice, lunedì, tra Renzi e la sua maggioranza. »Noi sulla legge elettorale – garantisce Angelino Alfano – siamo pronti a accelerare e fare tutto subito purchè si garantisca governabilità e rappresentanza«. Una disponibilità che contiene timori e paletti. »Lo sbarramento del 5 per cento – chiarisce Lupi – e un premio alla lista è inaccettabile perchè va contro qualsiasi principio di democrazia«. Il patto del Nazareno, per gli alleati di governo, non deve essere contro la stessa maggioranza di governo. L’unico che non sembra interessato all’esito del confronto tra Renzi e Berlusconi è Beppe Grillo. Il leader M5S, con un post sul suo blog, sembra richiamare all’ordine qualsiasi tentazione di quanti, dopo la Consulta, pensano ad altri accordi con il Pd. Napolitano, Renzi e Berlusconi sono, attacca, »il trio Lescano, solo fumo negli occhi, nessuno sano di mente può pensare che possano guidare l’Italia. Bisogna spezzare la catena di interessi che li tiene là«.

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