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NUCLEARE/ Per Obama con l’Iran ancora “divergenze significative”

Ancora divergenze di peso, segnala alla Cbs Barack Obama, proprio mentre il segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli esteri iraniano Javad si incontravano oggi a Mascate, in Oman, per tentare di sbloccare il negoziato sul controverso programma nucleare dell’Iran. Secondo gli accordi negoziali, una soluzione deve essere trovata entro il 24 novembre, e come ha detto il presidente Usa nella lunga intervista televisiva «la questione è vedere se saremo in grado di risolvere queste divergenze in modo che (l’Iran) possa rientrare nella comunità internazionale, le sanzioni possano essere lentamente ridotte e ci siano garanzie forti e verificabili che non possano sviluppare armi nucleari». Nei giorni scorsi fonti di stampa hanno affermato che Obama ha inviato una lettera segreta alla Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei. Nell’intervista il presidente non ha nè confermato nè smentito, limitandosi a dire normalmente «non commento le comunicazioni che ho con i vari leader». Tuttavia, ha ribadito, «la nostra maggiore priorità rispetto all’Iran è accertarci che non ottengano l’arma nucleare». E anche il ministro degli esteri iraniano ha mostrato cautela. «C’e ancora un divario» tra le posizioni, ma «se l’altra parte darà prova di buona volontà si potrà trovare un accordo», ha detto Zarif, citato dall’agenzia iraniana Irna. In particolare, secondo fonti di stampa, i punti ancora da risolvere vertono sull’entità dell’arricchimento dell’uranio da parte di Teheran, sul calendario per la revoca delle sanzioni imposte all’Iran dalla comunità internazionale e sul futuro del reattore ad acqua pesante di Arak, nei pressi di Teheran. Ai colloqui di oggi, a cui ha preso parte anche il rappresentante ad hoc dell’Unione Europea Catherine Ashton, seguirà domani una riunione a livello dei 5+1, ovvero i Paesi del Consiglio di Sicurezza dell’Onu più la Germania. Alti funzionari dell’amministrazione Obama hanno affermato di aspettarsi che al termine degli incontri in Oman dovrebbe essere chiaro se sarà possibile trovare un accordo entro il 24 novembre. Tuttavia, riferisce il Wall Street Journal, alti funzionari americani hanno affermato di recente che se per quella data non sarà stata ancora trovata un’intesa, potrebbe esserci un negoziato per fissare una nuova scadenza.

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