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FUORI CONTROLLO/ Gli operai dell’Ast bloccano l’Autostrada del Sole

Gli operai dell’Ast in sciopero da tre settimane lo avevano gridato nella nuova assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento: «alziamo il tiro». E così è stato, con l’Autosole bloccata per quasi quattro ore all’altezza del casello di Orte. Fino a quando ai vertici dei sindacati non è arrivata la notizia di essere convocati domani pomeriggio al ministero dello Sviluppo economico per riprendere subito il confronto sul piano industriale dell’azienda che prevede 290 esuberi (141 i dipendenti già usciti dalla fabbrica volontariamente e gli altri ancora da individuare). È stata così anticipata la riunione del Tavolo che era fissata per il 18 novembre. Data alla quale ieri sera era stato rinviato il confronto dopo che l’amministratore delegato di Ast Lucia Morselli aveva nuovamente illustrato le linee guida dell’azienda, che fa parte del gruppo ThyssenKrupp. Posizione insoddisfacente per i lavoratori (che ritengono a rischio il futuro del sito) tra i quali già nella notte si erano registrati momenti di tensione con alcuni portoni delle acciaierie danneggiati. Così nell’assemblea di stamani è stato deciso di proseguire sciopero e presidi. Nonostante il tentativo di mediazione dei sindacati gli operai hanno però deciso di alzare il tono della protesta. Raggiungendo il casello autostradale di Orte con una carovana di auto (come già fatto alla fine del luglio scorso dopo l’annuncio del piano che prevedeva risparmi per cento milioni di euro). «Sono esasperati dall’assenza di certezze» ha spiegato il segretario generale dell’Ugl metalmeccanici Maria Antonietta Vicaro. Oltre un centinaio di operai hanno quindi fatto ingresso sull’A1 bloccando il traffico sulla principale direttrice viaria nord-sud. Con le forze dell’ordine che hanno tenuto la situazione sotto controllo senza venire a contatto con i manifestanti. «È una situazione seria» hanno detto ai funzionari che cercavano di convincerli a liberare la strada. «Non ce ne andiamo» hanno proseguito. Mentre altri chiedevano l’interessamento diretto del premier Matteo Renzi. Intanto sull’Autosole si sono create code per chilometri. Nonostante la polizia stradale abbia subito istituito uscite obbligatorie a Magliano Sabina e ad Attigliano. Traffico che è stato a lungo rallentato anche sulle strade. Nonostante il freddo, il blocco è andato avanti fino a poco prima delle 17. Quando i sindacati hanno ricevuto la convocazione al ministero e l’A1 è stata liberata. «Dobbiamo fare di tutto per evitare una escalation pericolosa» ha quindi chiesto il viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, parlando dell’Ast al Senato. «Bisogna continuare con il confronto perchè non è con le prove muscolari che si risolve una situazione complessa» ha detto il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova. Per la quale c’ è invece «ognuno deve fare uno sforzo». Per Giorgio Airaudo, responsabile lavoro di Sel, «il Governo sulle Acciaierie fa melina, non impegna l’azienda ai suoi doveri e lascia alla ThyssenKrupp il logoramento dei lavoratori». Sul futuro dell’Ast si dice invece «un pò meno pessimista» il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, dopo avere «parlato a lungo» con l’ad Morselli.

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