| categoria: politica

Grillo contro la Germania lancia la battaglia anti-euro

Attacca tutti, dalla Bce, alla Germania, all’Europa dei banchieri. Ma anche Jean Claude Juncker, Matteo Renzi e Giorgio Napolitano. Beppe Grillo show anche all’Europarlamento, dove la presentazione della campagna referendaria anti-euro si trasforma in una performance, un monologo nel solco del suo repertorio, sempre in bilico tra la filippica politica e la satira del «clown». Finita però con un scontro con un cronista italiano al quale il leader del M5s ha negato la possibilità di fare una domanda, per poi dare la parola a un «portavoce dell’Ukip» che ha elogiato l’ iniziativa. Il giornalista fatto tacere, Lorenzo Consoli, ha reagito a brutto muso e ha urlato a Grillo: «È Putin a fare le conferenza stampa in cui intervengono gli amici suoi!». Aprendo il suo intervento, Grillo rileva che il solo fatto che un comico, anzi «un ex clown, forse un ex politico», parli a Bruxelles dà il senso di un «mondo che va al contrario», di un «delirio della politica, senza democrazia». «Sono venuto qui, entrando con un cartellino, come uno qualsiasi, con un forte senso di militanza patriottica. Anche se non sono così. Ma il mio dovere è battersi con i cadaveri di cera che sono i banchieri». Quindi demolisce la Germania e l’austerity:«Bisogna dirlo a tutti: siamo noi e la Ddr ad aver pagato la riunificazione tedesca, con i nostri soldi. La Germania è il Paese più corrotto d’Europa, che impone idee e allucinazioni economiche: è ora di combattere il Jobs act tedesco che ha prodotto solo disastri, una crescita negativa». A testa bassa contro il Presidente della Commissione Juncker: «Da chi è stato eletto? Ricordiamoci che si tratta di un ex ministro delle finanze di un Paese paradiso fiscale». Boccia anche l’organizzazione interna dell’Europarlamento: «Chiedete sacrifici a noi, ma qui ci sono 4mila persone che passano 4 giorni al mese al Parlamento di Strasburgo, una ‘tangentinà alla Francia». Durissimo anche contro l’Eurotower: «Noi – esclama – non siamo in guerra con l’Isis o con la Russia, ma con la Bce!». E infine rilancia l’appello a farla finita con la stagione dell’Euro: «Siamo stanchi dei sacrifici, vogliamo riprenderci la sovranità della nostra moneta, salvare le nostre aziende. È caduto il muro di Berlino, ma non quello delle carte di credito. Noi vi manderemo a casa, non so quante case avete, ma lo faremo. Anche i premi Nobel – sottolinea Grillo – hanno cominciato a parlare di uscita dell’Euro. Stiamo combattendo contro la feccia della democrazia». Non gli vanno giù alcune critiche della stampa tedesca, che lo hanno bollato come un fuhrer, e così sbotta: «Qualcuno dice che siamo noi i nazisti, ma ve li ricordate chi erano? Se cadiamo noi, arrivano sì i nazisti.. Abbiamo già fatto una rivoluzione, la gente si sta organizzando ovunque, i partiti sono scomparsi grazie a noi. Ormai i figli dei mafiosi, quelli con il master, stanno nelle multinazionali. Sono quelli che detengono il vero potere». Più tardi, nella sua lunga giornata a Bruxelles, nuove bordate contro Matteo Renzi, «Con lui ho un rapporto peggiore di quello che ho con i giornalisti, non lo sopporto per più di trenta secondi» e con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano: «Abbiamo chiesto il suo impeachment: siamo convinti che senza di lui questa mancanza di dignità economica e sociale non ci sarebbe stata». Infine, una breve riunione con il suo alleato, l’euroscettico inglese Nigel Farage e la previsione fatta alla Bbc: «Sarà lui il prossimo premier».

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