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Legge elettorale, accordo Pd-Fi sulla soglia del 40%. Lontani sul premio di lista

Alzare al 40% la soglia per ottenere il premio di maggioranza e introduzione delle preferenze dopo il capolista bloccato in 100 collegi, ma rimangono «le differenze registrate sulla attribuzione del premio di maggioranza alla lista, anziché alla coalizione». È quanto si legge in una nota congiunta del Pd e Forza Italia, riguardo alla riforma della legge elettorale, al termine dell’incontro tra il premier Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, duraoa circa un’ora e mezza a Palazzo Chigi . Con Berlusconi c’erano Gianni Letta e Denis Verdini. “L’impianto dell’accordo è oggi più solido che mai”.
L’accordo comporta la volontà di alzare al 40% la soglia per il premio di maggioranza e di introdurre “le preferenze dopo i capilista bloccati in 100 collegi”. Quanto alle “differenze sulla soglia minima e sul premio alla lista invece che alla coalizione” non impedisce l’ok “al Senato” entro dicembre. “Le differenze registrate – si legge nel comunicato – sulla soglia minima di ingresso e sull’attribuzione del premio di maggioranza anzichè alla coalizione non impediscono di considerare positivo il lavoro fin qui svolto e di concludere i lavori dell’Italicum in Aula al Senato entro il mese di dicembre e della riforma costituzionale entro il mese di gennaio 2015”

“Questa legislatura che dovrà proseguire fino alla scadenza naturale del 2018 costituisce una grande opportunità per modernizzare l’Italia” si legge sempre nel comunicato congiunto Pd-FI.

“Anche su fronti opposti maggioranza e opposizione potranno lavorare insieme nell’interesse del Paese e nel rispetto condiviso di tutte le istituzioni”. E’ l’impegno che Matteo Renzi e Silvio Berlusconi prendono nel comunicato congiunto al termine del vertice.

Grillo, su l.elettorale e Quirinale pronti a dialogare – “Quello che fa Napolitano non mi interessa da parecchio tempo. Smentisce, non smentisce, sono parole vuote nel nulla cosmico”. Lo ha detto a Sky TG24 Beppe Grillo, a proposito delle possibili dimissioni del Capo dello Stato. Sulla legge elettorale, se ci fanno una proposta valida noi “siamo pronti a dialogare. Questo discorso vale anche per il Presidente della Repubblica: se è un nome al di fuori della logiche politiche, al di fuori delle carriere, discorsi o trame dei partiti politici”.

Inizierà martedì prossimo, 18 novembre, l’esame della riforma elettorale da parte della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Lo ha deciso la stessa Commissione con l’astensione di M5s e il voto contrario di Francesco Campanella (ex M5s). Martedì la relatrice Anna Finocchiaro illustrerà il testo. Mercoledì e nelle giornate successive si svolgeranno una serie di audizioni, tra le quali quelle dei presidenti emeriti della Corte Costituzionale. Donato Bruno (Fi) ha chiesto che vengano auditi anche gli ex membri della Corte costituzionale che erano nella Consulta quando questa ha emesso la sentenza che ha dichiarato incostituzionale il “porcellum”. Quella sentenza infatti fu approvata a stretta maggioranza con otto voti contro sette.

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