| categoria: economia

Bankitalia, prestiti alle imprese giù anche nel 2015

La ripresa dei prestiti bancari alle imprese slitta ancora a dopo il 2015, di pari passo con il protrarsi della recessione che colpisce e colpirà in particolare le aziende più piccole e concentrate sul mercato interno. La Banca d’Italia nel suo rapporto segnala l’aumento dei rischi sulla stabilità finanziaria derivanti dalla generale perdita di vigore della crescita nell’area euro e dai bassi livelli di inflazione. Vi è invece una inversione di tendenza sui mutui immobiliari, che torneranno positivi già nel primo trimestre del prossimo anno e si registra una tenuta della solidità delle famiglie italiane con una stabilità di quelle che hanno dfficoltà nel rimborsare i prestiti. Il rischio è rappresentato dalla caduta del reddito. Via Nazionale rileva anche il continuo ritorno degli investitori esteri sul debito italiano, saliti a fine giugno al 29,4% (con una pausa ad agosto settembre per il rinnovo solo parziale dei titoli da parte del Tesoro). Il nodo rimane quindi la debolezza dell’economia che colpisce appunto le imprese, specie le Pmi e in ultima analisi le banche, Se queste hanno tutto sommato tenuto nell’esame Bce infatti, secondo la Banca d’Italia, proprio i due fattori: la recessione italiana più severa degli altri paesi e le condizioni delle aziende italiane che generano forti sofferenze oltre ad avere forte indebitamento e bassa redditività, hanno penalizzato i nostri istituti. Le banche infatti continuano a fare pulizia e anche il flusso di nuove sofferenze sta rallentando e continuerà a farlo il prossimo anno. Aiuteranno anche le cessioni dei crediti in corso. I prestiti al settore privato non finanziario continuano a rappresentare il fattore di maggiore vulnerabilità per le banche italiane, spiega l’istituto centrale. La contrazione del credito e il calo dei tassi attivi comprimono i ricavi da interesse, mentre gli accantonamenti assorbono ancora una parte rilevante del reddito operativo. E dopo due anni di continui cali degli impieghi al settore privato, per il futuro gli esperti di Banca d’Italia non si sbilanciano. La liquidità della Bce e la pulizia dell’Aqr aiuteranno la ripresa del credito ma il peggioramento del quadro macroeconomico e quindi della domanda ‘sanà la rallenteranno

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