| categoria: Roma e Lazio

TOR SAPIENZA/ I residenti non si fermano, via anche i romeni dalle case occupate

«Dopo il centro degli immigrati passiamo qui». Non si fermano gli abitanti di Tor Sapienza. Ora, dopo i rifugiati, il loro obiettivo è «sgomberare gli appartamenti occupati dai romeni, dagli slavi», che poi sono locali chiusi, forse negozi, dove vivono famiglie. La rabbia nella periferia romana non si placa. Non va via, resta come le luci dei lampeggianti di polizia e carabinieri che presidiano viale Giorgio Morandi. Oggi è stata un’altra giornata di protesta e violenza che ha scaldato gli animi tra cittadini ed immigrati, separati da una lingua d’asfalto e dall’esasperazione di chi il quartiere lo vive ogni giorno, tra degrado e senso di abbandono riassunto nei cartelli sollevati in cielo dai manifestanti: «Non siamo razzisti, ma questi devono andare tutti via». Slogan di una rabbiosa contraddizione. E qui domani mattina arriverà dell’europarlamentare Mario Borghezio. «Cacceremo anche lui, i politici vengono solo a fare vetrina», la risposta del quartiere. Gente distante dalla politica, distantissima che chiama la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni «A Cocomero». «Me so sbagliato, pensavo se chiamasse così», si scusa un anziano. Neanche il parziale trasferimento dei minori dal centro placa gli animi. «Da qui se ne devono andare tutti, siamo stufi – urla una signora in strada -, ogni giorno c’è un’aggressione, non ci sentiamo nè sicuri nè tantomeno tutelati». «Il comune ha tanti posti – continua – li mandassero nei container fuori dal raccordo, la città è degli italiani». «E poi dicono che non sono razzisti», dice ai giornalisti la responsabile del centro Gabriella Errico che da giorni vive blindata, «in gabbia come le scimmie». Cerca di trovare una giustificazione Marco Ridolfo, parroco della zona. «Questo quartiere soffre il degrado e l’assenza di sicurezza e non riguarda la comunità di immigrati -dice- Ora si parlerà solo di razzismo e basta ma questo è la punta dell’iceberg i problemi sono anche di degrado e scarsa sicurezza: sono legati alla prostituzione, allo spaccio frequente che avviene nella zona, alla scarsa illuminazione». Qualcuno dice che andrà alla Marca per le periferie di sabato. Ma la maggior parte non ci sarà. «Ma che ci importa dei cortei? qui bisogna fare non andare a protestare», dicono delle donne. «Ma Marino dov’è?», chiedono i residenti, mentre si diffonde la notizia dell’ennesima aggressione da parte di un immigrato ai danni di un anziano. Perchè qui le «aggressioni da parte degli immigrati» sono anche leggenda metropolitana. Per questo ora l’obiettivo «è sgomberare i numerosi locali tra i palazzi occupati dagli slavi e dai romeni».

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