| categoria: sanità

La medicina difensiva brucia 13 miliardi l’anno

Tredici miliardi di euro, pari al 10% della spesa sanitaria. Tanto vale oggi in Italia il fenomeno della medicina difensiva, esami e prestazioni evitabili prescritte dai camici bianchi per tutelarsi contro il pericolo di denuncia. Un’emergenza analizzata nel Libro bianco realizzato dal Cineas, Consorzio universitario per l’ingegneria delle assicurazioni del Politecnico di Milano. ‘Ospedali e assicurazioni: come tutelare il paziente, il personale ospedaliero e lo Statò è il titolo del documento che indica una via contro «la spirale viziosa» generata dal boom dei presunti sinistri, dalla fuga delle compagnie assicurative e dalla tendenza delle aziende ospedaliere a rinunciare alla copertura o a ricorrere al ‘fai da tè. La strada per uscirne è puntare su «robusti modello di risk managment», addestrando manager specializzati nella gestione del rischio in corsia. Il Libro bianco è stato presentato oggi nel capoluogo lombardo dopo l’introduzione dell’obbligo di polizze per la responsabilità civile professionale in campo sanitario, stabilito dal ‘decreto Balduzzì ed entrato in vigore a metà agosto. Una normativa che, per medici, avvocati e consulenti autori del documento, appare «poco esaustiva e scricchiolante: da un lato non vi è alcun obbligo in capo alle compagnie assicurative di sottoscrivere il rischio sanitario, dall’altro non è prevista alcuna sanzione per il mancato adempimento all’obbligo di dotarsi di idonea copertura assicurativa per le strutture». In questo quadro, osserva il direttore del Cineas, Carlo Ortolani, «si inserisce un andamento del rapporto sinistri/premi che comporta risultati disastrosi per le compagnie di assicurazione».
«Per invertire questa spirale viziosa che si riflette su tutti gli attori in gioco e potrebbe avere ripercussioni sociali ed economiche drammatiche, bisogna subito ridurre la sinistrosità», avverte Bertani. Il pool di esperti reclutati per il Libro bianco indica come cruciale «la creazione di competenze specialistiche multidisciplinari: il cosiddetto ‘hospital risk manager’, figura obbligatoria per decreto legislativo dal 2008, in grado di valutare e gestire tutti i rischi che sono una minaccia per l’assistito e il patrimonio ospedaliero». Così, conclude Luraschi, «si riuscirebbe a conoscere meglio il fenomeno e a creare una base statistica per quantificare un premio equo da parte delle compagnie, alle quali si potrebbe ragionevolmente imporre l’obbligo di stipula. La riduzione del rischio ridurrebbe l’onere dei sinistri e l’ammontare del premio assicurativo». Cineas ricorda il proprio impegno nel settore, con l’istituzione del Master in Hospital risk management (136 diplomati in 12 anni) e la creazione nel 2013 del Tavolo Assicurazione e sanità di cui fanno parte assicurazioni, associazioni mediche, giuristi, Tribunale del malato, università e broker con l’obiettivo di fare sistema. Oltre al Libro bianco, il Tavolo ha prodotto nel settembre 2013 il ‘Vademecum per la stipula del contratto di assicurazione della responsabilità civile professionale per gli operatori sanitarì, con raccomandazioni ai medici per facilitare il loro approccio alla polizza assicurativa.

Ti potrebbero interessare anche:

Niente bollo per i ticket sanitari
SANITA'/12 nuove Case della salute, 13 riconvertite
Zika, corsa al vaccino. In Usa contagio dopo il sesso
Federfarma, cinque farmacie autorizzate a vendita online
Veneto, nasce la rete regionale per i traumi
Standard ospedalieri, decreto da revisionare? Troppe rigidità



wordpress stat