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Abruzzo, la rete per digitalizzare la sanità? Costata 7 milioni e mai partita

Abruzzo, il caso della rete per digitalizzare sanità. Costata 7 milioni e mai partita

Abruzzo, il caso della rete per digitalizzare sanità. Costata 7 milioni e mai partita
Cronaca

Nel 2006 la Dedalus di Giorgio Moretti, amico e sostenitore di Matteo Renzi, si è aggiudicata per 4 milioni l’appalto per il progetto di informatizzazione dei dati sanitari degli abruzzesi. Poi i costi sono lievitati. Nel 2011 il collaudo, ma da allora del sistema si sono perse le tracce. Il progetto Dedalus (nome tecnico, “Rete di medici di medicina generale”) doveva e dovrebbe digitalizzare una parte della sanità abruzzese, mettendo in rete i medici e accorpando tutti i dati sanitari dei pazienti in un unico poderoso “fascicolo sanitario elettronico”. Dedalus è il nome della società leader nel software clinico sanitario che si aggiudicò, nel lontano 2006, la gara di affidamento bandita dall’Arit, ente strumentale della Regione in materia di informatica e tecnologia. A presiedere la Dedalus spa è il fiorentino Giorgio Moretti, amico e sostenitore della prima ora del premier Matteo Renzi, che quando era sindaco lo nominò presidente della municipalizzata dei rifiuti del Comune di Firenze, Quadrifoglio spa. E lui accettò di lavorarci gratis, “per puro spirito di servizio”.
Il valore iniziale del bando di gara era di poco più di 4 milioni di euro, ma la somma cominciò presto a lievitare, a causa di numerosi upgrade in corso d’opera per “l’installazione di componenti aggiuntivi, la manutenzione dei sistemi, gli aggiornamenti dei pacchetti, la formazione degli operatori”. Si calcola che fino a ora siano stati spesi quasi 7 milioni di euro. C’è un ultimo verbale datato 5 ottobre 2011. L’esito è positivo. La società Dedalus presenta la sua fattura, milionaria, all’Arit. Poi, se ne perdono le tracce fino al giugno 2013, quando viene di nuovo comunicato che è tutto pronto. Passano altri 15 mesi e l’Arit annuncia un nuovo collaudo.

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