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De Gregori a Londra, “tra i miti di quando ero ragazzo”

»Eccomi qua, fra i miti di quando ero ragazzo«. Francesco De Gregori è emozionato, anche se in modo »razionale«, parlando con l’ANSA prima di salire sul palco dello Shepherd’s Bush Empire. Questo è il ‘tempiò del rock e del pop, dove si sono esibiti i più grandi, dagli Who, originari proprio di questa zona nell’ovest di Londra, fino a David Bowie e ai Rolling Stones. »Mi emoziono sempre, ma qui c’è un fatto culturale, la musica di cui mi sono nutrito da ragazzo veniva da qui«, aggiunge. Il suo tour europeo lo ha già portato a Zurigo, Stoccarda e in Lussemburgo, e deve ‘macinarè ancora altri chilometri. Si sente un pò un »randagio«. »Il mio non è il pop italiano più conosciuto all’estero. Mi piace molto l’idea di portare la musica italiana che è meno commercializzata«. All’Empire ci sono centinaia di italiani, tantissimi i giovani, molti sono i nuovi migranti venuti a Londra per trovare il lavoro che non c’era in patria. Ed è per loro ‘Viva l’Italià, che quando viene intonata da De Gregori scatena la standing ovation del pubblico. Ha scelto appositamente di metterla al secondo posto della scaletta, »un posto d’onore«, come lo ha definito lui. »Ha un grande significato cantata qui davanti a un pubblico di giovani che hanno lasciato l’Italia per cercare lavoro all’estero, con tutte le cose belle che questo comporta, ma l’andarsene esprime anche una sofferenza«, sottolinea De Gregori. »Ricordo loro che siamo un grande Paese, nonostante tutte le difficoltà«. Nel concerto ci sono i grandi ‘classicì dell’artista, come ‘Generalè, ‘Titanic’ e ‘La leva calcistica della classe ’68’, che insieme ad altri brani sono stati rivisitati dal cantautore nell’album ‘Vivavocè, uscito il 10 novembre. Tante anche le canzoni più recenti. »Sono quelle alle quali sono più legato perchè non sono scolpite nella testa delle persone come ‘Rimmel’ o la ‘Donna Cannonè. Le amo molto perchè le trovo più vicine alla mia contemporaneità musicale, come ‘Vai in Africa, Celestinò, ‘Finestre Rottè«. L’evento si può definire come un lungo viaggio attraverso sonorità rock, blues e perfino swing, da canzoni come ‘Cosè al ‘Canto delle Sirenè, a ‘Per le strade di Romà. La chitarra elettrica fa sempre sentire la sua forte presenza, forse in un omaggio di De Gregori ai miti del rock passati su questo palco.

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