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Rai, De Micheli conferma, riforma del canone imminente

«Sul canone a breve, a brevissimo, verrà presentata una proposta di riforma. Si tratta di aspettare solo qualche giorno». A confermare che le nuove regole per il finanziamento della tv pubblica sono in arrivo è nell’Aula della Camera il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli. Più volte, negli ultimi mesi, il collega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, aveva annunciato la revisione della materia: ora per il via libera si attende il rientro di Matteo Renzi in Italia. Sarà il premier a dire l’ultima parola, anche sullo strumento legislativo in cui inserire la riforma. Un emendamento alla legge di stabilità è al momento l’ipotesi privilegiata, rispetto ad un decreto ad hoc che dovrebbe avere il via libera del presidente Napolitano. Definite anche, in linea di massima, le modifiche alla normativa attuale. La tassa dovrebbe essere legata alla bolletta elettrica: ogni famiglia che ha sottoscritto un contratto per la fornitura di energia sarà tenuta a pagare il canone. Non ci sarà più come requisito il possesso del televisore, ma basterà avere in casa qualsiasi device con cui vedere i programmi del servizio pubblico (pc, tablet, smartphone) e sarà l’utente a dover eventualmente dichiarare di esserne sprovvisto, facendo così scattare l’accertamento. L’ipotesi del pagamento insieme alla bolletta elettrica, pur presa in considerazione, sarebbe stata accantonata per le perplessità dei giuristi. Il bollettino dovrebbe quindi arrivare separatamente con un importo parametrato alla capacità di spesa della singola famiglia e determinato, in particolare, dagli indicatori Isee. Potrebbe essere prevista un’esenzione per la fascia più bassa (sotto i 7500 euro), sulla stessa linea di quanto accade per le agevolazioni sull’elettricità. Gli importi dovrebbero variare tra i 35 e gli 80 euro, per garantire un gettito complessivo di 1,8 miliardi e abbattere gli attuali livelli di evasione. I dem sono al lavoro anche sulla riforma complessiva del servizio pubblico, dopo che il premier ha chiesto ai capigruppo di Senato e Camera, Luigi Zanda e Roberto Speranza, di formare un gruppo di lavoro con Giacomelli, in grado di formulare proposte per il futuro dell’azienda. Oltre all’esponente governativo e ai capigruppo, dovrebbero far parte della squadra Lorenzo Guerini, Salvatore Margiotta e Vinicio Peluffo, con il compito di tracciare l’iter per la riforma, in particolare della governance, in vista del rinnovo della concessione. L’idea è che il governo detti le linee guida in un disegno di legge, che le Camere dovrebbero discutere ed approvare in tempo per il rinnovo dei vertici, in scadenza la prossima primavera. L’obiettivo dichiarato è liberare la Rai dai partiti, affidandone la gestione a un ad con poteri forti e soprattutto consentendole di competere come media company sul mercato, alla pari dei soggetti privati.

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