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Emergenza psichiatri, 830 in meno in nove anni per il blocco del turn over

Tra nove anni, al 2023, in Italia ci saranno 830 psichiatri in meno, ovvero circa il 10% in meno rispetto agli attuali 7.000 professionisti: il loro numero sarà dunque insufficiente a far fronte alla domanda crescente, considerando che i disturbi psichiatrici, come sottolineato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono in aumento e rappresentano una vera e propria sfida per la società attuale. A lanciare un sos è la Società Italiana di Psichiatria (Sip), indicando tra le cause principali della futura carenza di figure professionali il prolungato blocco del turnover. La psichiatria, afferma il past-president della Sip, Claudio Mencacci, in occasione della Conferenza nazionale ‘Mens sana in corpore sanò – il benessere come standard di cura in psichiatrià, «è la quarta branca medica maggiormente in sofferenza dopo quella dei pediatri, medici internisti e chirurghi. Ciò a causa del blocco del turnover e a fronte di un numero pressochè immutato dei posti nelle scuole di specializzazione». Proprio dal 2018 al 2023, inoltre, si prevede un picco di pensionamenti nel Sistema Sanitario Nazionale, visto che il 60% dei dipendenti della sanità pubblica è già over-50. Negli ultimi anni, rileva Mencacci, «il settore della psichiatri ha già perso dal 15% al 50% dell’organico e questo perchè, non trattandosi di un settore ad alta tecnologia, i tagli vengono effettuati esclusivamente sul personale». A ciò, sottolinea il presidente della Sip, Emilio Sacchetti, «si aggiunge anche la forte differenza di condizioni tra il Nord e il Sud del Paese, con il Meridione particolarmente carente sia per numero di strutture sia per specialisti disponibili». Una situazione, avvertono gli psichiatri, che mette a rischio la tutela della salute mentale: «Già oggi i disturbi psichiatrici – rileva Mencacci – pesano per il 3-4% sul Pil e va ricordato che il 75% delle patologie psichiche compare entro i 24 anni di età. È quindi necessario intervenire anche per prevenire conseguenze pesanti in termini di costi sociali e produttività lavorativa». Da qui la richiesta della Sip di uno sblocco del turnover, della riconversione di strutture obsolete in centri di cura per le patologie psichiatriche, puntando all’obiettivo di realizzare una rete capillare di dipartimenti di salute mentale sul territorio simile all’attuale rete oncologica. Si tratta «un investimento – afferma Mencacci – che si tradurrà in un grande risparmio sul medio e lungo termine». Proprio per confrontarsi sull’emergenza legata ai disturbi mentali come sfida del XXI secolo – sia in termini di maggiore mortalità sia di maggiore incidenza, avendo questi superato in percentuale anche i disturbi cardiocircolatori, tra i più diffusi nella popolazione mondiale – il 25 novembre, annuncia la Sip, si incontreranno a Londra i ministri Ue della Sanità in occasione di un meeting organizzato dalla rivista Economist, al quale parteciperà anche l’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan.

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