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ROMA/ Allarme Castan, a dicembre operazione al cervello. Non è in pericolo di vita e tornerà


Per poter tornare in campo e sentirsi di nuovo un giocatore al 100% Leandro Castan dovrà prima entrare in sala operatoria. L’avversario che da oltre due mesi costringe il difensore della Roma a restare ai margini dell’attività professionistica si chiama ‘cavernomà, ovvero una alterazione congenita vascolare nel peduncolo cerebellare medio posteriore sinistro. Sebbene non rappresenti una minaccia per la vita – spiega la società giallorossa attraverso un bollettino medico – senza intervento ci sarebbe il rischio di rivivere la stessa situazione avvenuta in occasione della trasferta di Empoli dello scorso 13 settembre, quando il brasiliano accusò una sindrome vertiginosa acuta dovuta proprio al formarsi di un piccolo edema all’interno del cavernoma. Ecco quindi che, al termine dell’iter diagnostico, per scongiurare un nuovo episodio, la Roma ha deciso di comune accordo con Castan e lo staff medico di risolvere definitivamente il problema sottoponendo il giocatore nei primi giorni di dicembre ad un intervento neurochirurgico al fine di poter riprendere regolarmente l’attività sportiva agonistica. Solo dopo l’operazione, spiega il club sottolineando che comunque il difensore è attualmente in perfette condizioni fisiche, saranno divulgate ulteriori informazioni sulle condizioni di salute del giocatore. Tutti a Trigoria sperano ovviamente di rivedere Castan in campo già nei primi mesi del 2015, ma nessuno si sbilancia su possibili date del rientro. Rientro che però, stando almeno ad altri casi simili, appare a portata di mano. Tra i precedenti riguardanti calciatori affetti da cavernoma, infatti, spiccano quelli di Federico Melchiorri, Alessandro Corallo e Marco Zanchi. Al primo, attaccante classe ’87 attualmente in forza al Pescara, è stato diagnosticato un cavernoma quando indossava la maglia del Giulianova; il secondo poi scoprì il problema nel 2010 salvo poi tornare sui campi con la maglia del Perugia. Infine, il caso dell’ex difensore Zanchi, che fu operato nell’aprile del 2003 e tornò in campo ad ottobre. Sei mesi per tornare a tirare calci a un pallone, per sentirsi di nuovo un calciatore al 100%.

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