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Spagna, morta la duchessa d’Alba. La donna più blasonata del mondo

Addio alla duchessa d’Alba, Maria del Rosario Cayetana Fitz-James Stuart y Silva, l’aritocratica più blasonata al mondo e titolare di una delle maggiori fortune di Spagna. L’eccentrica duchessa è morta a Siviglia all’età di 88 anni per i postumi di una polmonite, secondo quanto ha reso noto il sindaco della città andalusa, Juan Ignacio Zoido. La nobildonna, 18esima duchessa d’Alba, vantava ben 46 titoli (più della regina Elisabetta) ed era 20 volte Grande di Spagna.

Cayetana de Alba ha avuto un vita intensa in cui ha visto sfilare sotto gli occhi la storia: ha incontrato Churchill, Onassis, i Kennedy, ha ospitato nei suoi palazzi Sofia Loren, Claudia Cardinale, Audrey Hepburn. Non ha mai avuto il timore di osare, anche con i lifting, Nota per la passione per il flamenco e la corrida, nel 2011 aveva sfidato le pruderie della morale corrente e l’aperta opposizione dei figli sposando Alfonso Diez (funzionario statale, di buona famiglia, ma un ‘signor nessuno’ al confronto di lei), di ben 25 anni più giovane di lei.

La duchessa, terza donna in 500 anni a detenere il titolo, si era sposata una prima volta nel 1947 con Luis Martinez de Inujo y Artacoz: un matrimonio da cui erano nati i sei figli (Carlos, erede della Casa de Alba, Alfonso, Jacobo, Fernando, Cayetano ed Eugenia) e durato fino a quando lui, nel 1972, non era morto di leucemia. Nel 1978 le seconde nozze con un teologo, ex gesuita, Jesus Aguirre, anche lui morto dopo 23 anni di matrimonio. “Sono contro il divorzio, l’aborto e tutte quelle altre diavolerie. Sono una cattolica, anche praticante. Questo è il motivo per cui mi risposo per la terza volta. Purtroppo i miei due precedenti mariti sono morti”, aveva spiegato la duchessa.

Il peso della storia della casa d’Alba non ha praticamente uguali in Spagna, dove i duchi d’Alba c’erano ancora prima che Colombo scoprisse l’America. Nel corso dei secoli, grazie a eredità e matrimoni, il casato ha inglobato una quantità di titoli che non ha eguali: ducati, contee-ducati, marchesati, contee e viscontee. A ciò si aggiunge un ingente patrimonio (stimato da Forbes intorno 3,5 miliardi di euro), non solo in titoli ed azioni, ma anche in palazzi sontuosi, sterminati oliveti, case coloniche e poderi in giro per la Spagna. Palazzi che sono scrigno di collezioni d’arte che rivaleggiano con i più importanti musei d’Europa: in cui sono conservati maestri spagnoli, italiani e fiamminghi, da Goya a Velazquez, passando per Angelico, El Greco, Veronese, Van Dyck, Murillo, Rembrandt e Rubens.

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