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MAFIA/ A Roma non è guerra, ma gli omicidi hanno una finalità strategica

«Una volta gli omicidi a Roma venivano liquidati come ‘regolamenti di contì. E non si parlava mai di mafia, solo di ‘malà. Oggi non parlerei di guerra, anche perchè molte indagini sono in corso. Ma alcuni omicidi sembrano avere una finalità strategica più ampia». Lo ha detto il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti all’Espresso in edicola da domani, che torna a occuparsi della criminalità organizzata a Roma, che secondo il settimanale ha una forte matrice ‘nerà, di estrema destra. L’Espresso ha chiesto a Roberti se tra gli omicidi con «una finalità strategica più ampia» ci sia quello nel luglio scorso di Silvio Fanella, tesoriere di Gennaro Mokbel, ex neofascista condannato in primo grado per la maxitruffa a Fastweb e Telecom Sparkle. «Dico solo che mi riferisco ad alcuni omicidi – ha risposto il procuratore secondo le anticipazioni diffuse -. E ad altri episodi inquietanti». «Negli ultimi anni lo sviluppo dei gruppi criminali è stato segnato dalla globalizzazione dei mercati e dalla saldatura con l’economia – ha detto ancora Roberti -. Il riciclaggio, il reimpiego di capitali illeciti, le connivenze nella finanza sono aspetti caratteristici delle organizzazioni mafiose moderne». Oggi la mafia ‘nerà ha poteri di ricatto? «Risponderanno le indagini – ha affermato -. Di certo la storia della mafia a Roma è fatta di questo potere di condizionamento». E la politica è ancora collusa? «Per una mafia economica l’omicidio è un atto estremo: prima ci provano con i soldi – ha risposto Roberti -. Infatti i legami con certe cricche legate alla politica sono diventati strettissimi. Oggi la corruzione è lo strumento principe della metodologia mafiosa». Infine il caso del giornalista dell’Espresso Lirio Abbate, sotto scorta da quando anni fa lavorava ancora a Palermo, e di recente nuovamente minacciato dalla criminalità a Roma. «Leonardo Sciascia diceva che i mafiosi odiano i magistrati e i giornalisti perchè ricordano – ha commentato il procuratore nazionale Antimafia -. Lirio Abbate ha memoria storica: conosce nomi, date, fatti e sa collegarli al presente. Per questo è visto come un pericolo dalla mafia romana».

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