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Donadoni, non mi dimetto, continuo a lottare

«Dimettermi? Non ci penso minimamente. Questa è una squadra ed una società con cui sto lavorando da tre anni e fino a quando avrò energie e risorse continuerò a lottare». A parlare è Roberto Donadoni. Il tecnico del Parma, dopo la decima sconfitta in campionato, non lascia, anzi rilancia il suo ruolo e quello della squadra in un clima societario ormai allo sbando con la contestazione dei tifosi verso dirigenza e presidente. «Noi nello spogliatoio dobbiamo ragionare in un modo solo: come se ognuno di noi fosse il proprietario – ha aggiunto l’allenatore crociato – Solo così saremo in grado di ‘raschiare il fondo del barilè delle energie. Se invece pensiamo ai discorsi legati al presidente o all’amministratore delegato allora perdiamo la strada. Noi dobbiamo trovare una soluzione ai nostri problemi sul campo». Problemi, per la verità, gravissimi. «Anche se il primo tempo l’abbiamo fatte discretamente e la partita l’abbiamo controllata – ha ribattuto Donadoni – Abbiamo subito un gol al 45’ in una situazione davvero sciocca e questo ha influito dal punto di vista psicologico. E la cosa si è ripetuta all’inizio del secondo tempo con il raddoppio. Quest’anno va tutto male ma i ragazzi vogliono lottare sino a quando ci sarà un briciolo di forza e volontà. Questa ormai non possiamo più recuperarla ma pensiamo già alla prossima e noi non ci rassegneremo mai». Niente proclami di vittoria invece in casa Empoli. «È molto presto per parlare di classifica spezzata – ha sottolineato il tecnico toscano Maurizio Sarri – Il differenziale di punti è ancora minimo e noi sappiamo bene come sia difficile fare punti in serie A. Per noi il cammino è ancora lungo e difficile per una realtà come la nostra». Protagonista del match Vecino. «È un giocatore di buon livello e di grande intelligenza – ha aggiunto l’allenatore empolese – È un giocatore che potrebbe stare anche in squadra di alto livello e sono contento che ce l’abbiamo dato a noi. Tavano e Maccarone? Sono una grande risorsa inseriti in una squadra giovanissima. In un contesto di questo tipo sono una grande fortuna. Ma la nostra grande qualità è quella di avere una identità perchè gran parte dei giocatori che vengono dal nostro vivaio».

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