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Milano, Pisapia: “Decido io se ricandidarmi, non è il Pd a dettarmi l’Agenda

Era stato uno dei simboli della rivoluzione “arancione” di quasi cinque anni fa. Un’era politica ormai lontana – era il 2011 – con il Pdl e Silvio Berlusconi al governo. In quelle elezioni amministrative, il centrosinistra riuscì a “prendere” per la prima volta Milano con un candidato vicino a Sel, Giuliano Pisapia, che alle primarie aveva battuto il candidato ufficiale del Pd, l’architetto Stefano Boeri. Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli segnarono il cambio di rotta dell’elettorato che abbandonava i “lidi” del centrodestra per volgere lo sguardo al centrosinistra.

Ora, però, in vista delle nuove elezioni amministrative della primavera 2016, il Partito democratico milanese invita il sindaco a sciogliere la riserva su una sua eventuale ricandidatura. E Giuliano Pisapia risponde secco: “Non è il Pd a dettarmi l’agenda”.

A tirare per la “giacca” Pisapia, era stato soprattutto il vice segretario del Pd Lorenzo Guerini. Dalle parti di Palazzo Marino sottolineano, però, come al voto manchi più di un anno e mezzo. Le elezioni si terranno, infatti, nella primavera del 2016.

Queste le parole di Pisapia: “Manca più di un anno e sei mesi alle elezioni e da parte mia non ho dubbi né tentennamenti sulle priorità della città e sul futuro di Milano”.

Pisapia assicura il proprio impegno su tutti i temi “caldi” della città, dalla casa ad Expo. “Onoro il mio impegno con i milanesi lavorando giorno e notte per affrontare e risolvere in modo positivo le sfide che attendono la città: casa, internazionalizzazione, Expo, sviluppo economico e sociale, tutela dei diritti soprattutto delle fasce più deboli, anche nella prospettiva della città metropolitana. E lo sto facendo in un continuo e costruttivo dialogo e confronto con le forze politiche della coalizione, con i capigruppo e con i consiglieri comunali che mi sostengono”, conclude il sindaco.

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