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VILIPENDIO/ Storace, venerdi notte volevo dimettermi

«Io voglio raccontarvi una cosa. Venerdi? notte volevo dimettermi da consigliere regionale, perche? capita che a un certo punto sei stanco». Lo ha detto il leader de ‘La Destrà, Francesco Storace, intervenendo in Aula durante la discussione della proposta di legge della giunta regionale sullo spettacolo dal vivo e la promozione culturale, raccontando: «Nel 2006 entri al Senato e ti abbatte la bufera »lady ASL«. Anni dopo si scopre che io non c’ero. Nel 2010, primo Consiglio regionale Polverini, »Laziogate« e la condanna di primo grado, e dopo anni l’assoluzione. Comprenderete, colleghi, che arriva a un certo punto il momento in cui ti viene di dire »basta«, non ce la fai piu?. Poi metti insieme altre cose – ha proseguito – nessuno di voi lo sa, mi rivolgo in particolare ai colleghi di centrosinistra e ad alcuni colleghi del Movimento 5 Stelle, ma molti di voi singolarmente (chi anche pubblicamente, a livello nazionale) e persino qualche assessore, privatamente o pubblicamente, mi avete fatto delle telefonate di solidarietà. Quelle telefonate fanno capire che c’e? anche un sentimento quando fai parte di un’Assemblea elettiva importante come questa, e io le ho apprezzate. Per questo mi ha colpito il collega Patane? che lo ha fatto oggi pubblicamente, – ha sottolineato Storace riferendosi all’intervento in Aula del presidente della Commissione Cultura – perche? voi, bene o male, nella vostra storia, a differenza della storia mia, fate riferimento a Napolitano e per voi e? meno facile, non dico schierarsi, perche? non e? che vi siete schierati, ma sostenere le ragioni di uno che ha polemizzato con il Capo dello Stato. Anche questa e? cultura, e? liberta?, e? autonomia. Ecco perche? mi sento di ringraziare tutti, anche chi non ha parlato, ma lo si vede dagli sguardi». Storace ha iniziato dal «presidente Zingaretti e il Presidente Leodori (me lo consentiranno, non e? un segreto) per due telefonate che ho ricevuto e ancora il collega Patane? per le parole che ho ascoltato in Aula, che francamente non mi aspettavo». Storace si è detto poi «particolarmente colpito dalle dichiarazioni di un senatore, ex presidente di quest’Aula, Astorre, e De Paolis, che e? proprio il piu? lontano di tutti da me. Allora vuol dire che c’e? una politica che non e? detto che debba solo menarsi. Queste cose, vi assicuro, ve le dico perche? il senso delle Istituzioni resta profondo, anche se c’e? una sentenza che contesto. Quello fa parte del complesso rapporto tra l’uomo e la giustizia o tra la politica e la giustizia, cosi? come non viene meno, lo voglio dire se e? possibile solennemente, la figura del Presidente della Repubblica, non viene meno quel rispetto. Mi dispiace solo che non abbia detto una parola, ma forse trovera? anche lui la maniera». Pertanto, ha concluso Storace, «la vostra considerazione impegna ciascuno di noi, e me in particolare, a servire con ancora maggiore lealtà le istituzioni e il popolo».

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