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Il Papa a Strasburgo scuote l’Europa

È giunta l’ora di costruire insieme l’Europa che ruota non intorno all’economia, ma intorno alla sacralità della persona umana, dei valori inalienabili», di «abbandonare l’idea di un’Europa impaurita e piegata su sè stessa per suscitare e promuovere l’Europa protagonista», un’ Europa che «guarda, difende e tutela l’uomo», che «cammina sulla terra sicura e salda, prezioso punto di riferimento per tutta l’umanità». Francesco chiude il suo discorso davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, il primo di un Papa 26 anni dopo Giovanni Paolo II. Trentacinque minuti, punteggiati dai battimani. E alla fine l’emiciclo scatta in piedi: quasi tre minuti di un lunghissimo applauso bipartisan che associa Matteo Renzi, Jean Claude Juncker, Herman Van Rompuy, popolari, socialisti, liberali, euroscettici, estrema sinistra ed estrema destra. «Ha toccato il cuore di tutti noi» sintetizza Martin Schulz, il presidente che lo ha invitato e che lo aveva accolto all’ingresso del Parlamento. Con lo stesso cerimoniale inaugurato per l’arrivo di Napolitano, Schulz e Francesco assistono all’alzabandiera. Poi il Papa firma l’albo d’oro. Dove scrive in italiano: «Auguro che il Parlamento europeo sia sempre più la Sede dove ogni suo membro concorra a far sì che l’Europa, consapevole del suo passato, guardi con fiducia al futuro per vivere con speranza il presente». E da Schulz riceve in dono una edizione unica delle memorie di Jean Monnet, un padre dell’Europa. Poche le voci che dissentono. Gli spagnoli di ‘Izquierda Unità lasciano l’aula, così come il ‘tribuno della sinistra estrema francese, Jean Luc Melenchon. «Non ammetto la presenza di religiosi in aula, nè nel dibattito politico» e celebra il primato della laicità. E la liberale olandese Sophie Int Veld lamenta che «non ha parlato della condizione delle donne» e avrebbe voluto «un dialogo, non un monologo». Voci isolate. Tutti gli altri trovano parole da condividere. Applausi a scena aperta per i riferimenti alla dignità del lavoro, ma anche quando Bergoglio dice che l’uomo «rischia di essere ridotto a ingranaggio» e osserva che «la vita non è più funzionale a tale meccanismo viene scartata senza troppe remore, come nel caso dei malati terminali, degli anziani abbandonati e senza cura, o dei bambini uccisi prima di nascere». Per la critica ad «alcuni stili di vita un pò egoisti, caratterizzati da un’opulenza insostenibile» e per l’appello alla difesa delle comunità cristiane. Per Matteo Renzi quello di Francesco è «un discorso politico», «profondamente condivisibile». E per Manfred Weber, il capogruppo tedesco del Ppe, le parole sono state «una sveglia per l’Europa». Ma anche per il leader spagnolo di ‘Podemos’, il partito che nasce dal movimento degli ‘indignados’, Pablo Iglesias, il discorso è stato «coraggioso» proprio perchè fatto «in un posto come questo, dove ci sono alcuni dei responsabili della situazione di disastro che c’è in Europa». E il Movimento 5 Stelle chiede che ora «l’Europa metta in pratica» il discorso, con Fabio MAssimo Castaldo che rincara sul tema delle rinnovabili: «Speriamo abbia sturato le orecchie a Renzi, che invece trivella tre quarti d’Italia».

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