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Nucleare, rinviata a giugno 2015 scadenza trattative su programma iraniano

Niente accordo, come era oramai ampiamente previsto, sul programma nucleare iraniano. Si sono concluse così, con la decisione di rinviare la scadenza del negoziato a giugno 2015, le trattative tra gli emissari di Teheran e i rappresentanti del cosiddetto “5+1″, ovvero i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Francia, Russia) più la Germania.

Come era sembrato evidente negli ultimi giorni, l’ultima fase delle trattative, iniziata il 18 novembre a Vienna, non è stata sufficiente per colmare le distanze tra le parti. Da un lato il governo iraniano insiste nel difendere il diritto allo sviluppo di un programma nucleare a fini pacifici dall’altro è forte il timore, soprattutto da parte di Usa e Ue, che l’arricchimento di uranio abbia invece finalità belliche. I Paesi alleati chiedono a Teheran di rallentare lo sviluppo del programma nucleare in cambio di una sospensione o riduzione delle sanzioni economiche, mentre le autorità iraniane sostengono che questo avrebbe effetti negativi sullo sviluppo dell’utilizzo civile del nucleare e chiedono la cancellazione, e non la sospensione, delle sanzioni.

Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, rappresentanti delle potenze occidentali hanno fatto sapere che l’obiettivo al momento è quello di poter raggiungere un accordo di massima entro marzo del prossimo anno ma che ci sarà bisogno ancora di tempo per arrivare al consenso di tutte le parti in causa sui dettagli tecnici. Secondo il presidente iraniano, Hassan Rouhani, le distanze tra le parsi di sono ridotte: “Non abbiamo raggiunto un accordo – ha detto alla televisione di Stato – ma sono stati fatti grandi passi avanti”. Più cauto il segretario di Stato americano Jonh Kerry: “Sono stati fatti progressi reali e sostanziali, ma rimangono alcuni aspetti sui quali il disaccordo è significativo”, aggiungendo che “il fatto di estendere la durata dei negoziati non li rende più semplici. Sono duri, lo sono stati in passato e continueranno ad esserlo”.

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