| categoria: salute

Ogni anno 87mila nuove diagnosi di tumore nelle donne

Sono circa 87.000 ogni anno le nuove diagnosi di tumori femminili maligni, numero in crescita anche se non lo è fortunatamente l’incidenza della mortalità. In particolare ad aumentare sono il cancro al polmone e al seno, specie nelle giovani sotto i quarant’anni. Ma il più insidioso perchè più difficile da scovare, è il tumore all’ovaio. A fare il punto sulle neoplasie femminili, il libro ‘Donne e tumori. Aspetti clinici, psicopatologici e terapeutico-assistenzialì, realizzato dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da), grazie al supporto di Farmindustria e presentato oggi a Roma. Dopo le malattie cardiovascolari, le neoplasie rappresentano la principale causa di morte femminile: sono responsabili ogni anno del decesso di 486 donne ogni 100.000 sopra i 75 anni e di 150 dai 55 ai 74 anni. Ma «in Italia il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per le donne raggiunge il 60% dei casi a fronte del 40% degli uomini», spiega Adriana Albini, presidente comitato scientifico O.N.D.A. Tanto che «oggi 400.000 donne vivono con tumore a seno e saranno mezzo milione nel 2030, mentre 90.000 sono quelle che oggi convivono con tumore a collo dell’utero». Per questo è «importante la qualità di vita e maggiore interesse sulla sfera dei disturbi emotivo-affettivi che possono colpire le pazienti oncologiche, con riflessi anche sull’aderenza ai trattamenti», spiega Francesca Merzagora, presidente di O.N.Da.«. Ancora molto c’è da fare dal punto di vista terapeutico. »Oltre il 90% dei farmaci sono testati sugli uomini anche se vengono assunti da donne«, sottolinea Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato. »L’industria farmaceutica è pronta ad affrontare le nuove sfide della ricerca, promuovendo la medicina di genere«, sottolinea in merito Massimo Scaccabarozzi, presidente della Farmindustria. »Abbiamo in sviluppo 850 farmaci, molti dei quali terapie oncologiche, che sono proprio pensati per le donne«. Ma, conclude, »è necessario assicurare ai farmaci un accesso più rapido e uniforme, per non assistere a una ‘tragica lotteria della nascita, che vede agevolati coloro che nascono in alcune regioni«.

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