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Il De Niro che non ti aspetti, arriva una autobiografia “scandalosa”

Sesso (tanto), droga, relazioni turbolente. Il lato più intimo e (a tratti) oscuro di Robert De Niro emerge da una biografia (non ufficiale, s’intende) del regista Shawn Levy. Si chiama “De Niro: A Life” e scava tra le pieghe più profonde della personalità del grande interprete statunitense.
Dietro la maschera dell’attore e oltre il perfezionista del “metodo”, così abile nella sua arte scenica da rendere credibile ogni traccia di finzione, c’è infatti un uomo vero, segreto, dalla riservatezza proverbiale e dai risvolti anche inediti. È quello che ha provato a raccontare Levy concentrando il clou della sua narrazione tra la fine degli anni Settanta e il decennio successivo.

In quel periodo De Niro è il re del cinema mondiale. Viene da successi clamorosi e da interpretazioni strabilianti e nell’81 si aggiudica anche l’Oscar come migliore interprete per “Toro scatenato”. Fortunato nel gioco della recitazione ma sfortunato in amore. Nel ’79, infatti, il matrimonio tra l’attore e sua moglie – la prima – Diahnne Abbott arriva al capolinea con il divorzio. È la fine di un’era e, secondo Levy, l’inizio di una nuova vita in cui De Niro, “scatenato” non solo nel ring di una pellicola da leggenda, si lascia andare agli eccessi, tra conquiste femminili e cocaina a volontà.

L’uso e l’abuso della “polvere bianca” lo condivide con il suo amico John Belushi, morto allo Chateau Marmont di Los Angeles in una notte di febbraio del 1982 trascorsa anche in sua compagnia. Con le donne, invece, meglio agire da solo; il successo, in ogni caso, è assicurato. De Niro colleziona storie con grande facilità: tra le sue “prede” (vere o presunte), l’attrice Bette Middler, la splendida cantante nera Helena Springs e, negli anni Novanta, Uma Thurman, Whitney Houston e Naomi Campbell, conosciuta ventenne e fresca reduce da una relazione con Mike Tyson, con cui visse un rapporto molto tormentato.

Per tante volte che gli andò bene, però, ci fu di sicuro almeno un rifiuto eccellente, quello della bella Cybill Shepherd. La sua partner in “Taxi driver” non ne volle proprio sapere e così, per ripicca, come ha raccontato il suo compagno di allora, il regista Peter Bogdanovich, De Niro decise di farle la guerra, trasformando il set in un inferno. Quell’episodio non sarebbe rimasto certo l’unica nota stonata nelle relazioni tra il grande attore e il gentil sesso: stando al libro, infatti, De Niro mostrava un atteggiamento prepotente nei confronti delle donne di colore – per cui nutriva (e nutre ancora, dato che la sua attuale consorte è nera) una vera e propria predilezione -. Una di queste, la già citata Helena Springs, con cui tra l’altro “Bob” visse una storia importante, fu invitata (invano) ad abortire in occasione di una gravidanza rivelatasi in seguito estranea al loro “affaire” .

Padre e nonno di due nipoti, oggi De Niro sembra un settantunenne appagato. I vizi e gli eccessi sono un lontano ricordo anche se i fantasmi del passato ogni tanto vengono a fargli visita. Quello del padre, pittore bisessuale dal talento mai pienamente riconosciuto morto nel 1993, ad esempio è sempre molto presente, così tanto da indurlo a dedicargli un documentario in cui ha parlato molto anche di sé stesso. La maschera per una volta l’ha gettata lui.

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