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Renzi contestato, lancio di uova. Il premier: si stancheranno prima loro di noi

Contestazioni per il premier Matteo Renzi oggi a Reggio Calabria, Catania e in Irpinia. «Io non ci sto chiuso nel palazzo, ho fatto il sindaco. Contestazioni o non, staremo in mezzo alla gente tutte le settimane. Si stancheranno prima loro, noi non ci stanchiamo», ha detto Renzi parlando in Comune a Catania.

«Se il Sud riparte, noi ripartiamo», ha affermato il premier. «C’è una parte di Italia che corre più forte della Germania – ha aggiunto – ma c’è un’altra parte che non riesce a mostrare tutta la creatività e le capacità che possiede. Il Sud è una storia di scelte sbagliate che possono essere cambiate: è finito il tempo di chi dice non si può fare, non ce la faremo mai».

«I problemi ci sono ma bisogna smetterla con la logica di raccontare solo che le cose vanno male. Il governo c’è. Questo è l’obiettivo più importante della nostra visita. Il governo deve monitorare in maniera più forte sull’utilizzo dei fondi europei rispetto a quanto si faceva in passato. Non è l’Europa che ci deve salvare, noi siamo contribuenti attivi dell’Europa ma non spendiamo i soldi che sono dei nostri cittadini. Diamo all’Europa 20 milioni e ce ne restituiscono 11 che non spendiamo», ha aggiunto il presidente del Consiglio.

Lancio di uova dei manifestanti a Reggio Calabria davanti all’AnsaldoBreda in attesa del premier. All’arrivo del prefetto, Claudio Frammartino, la sua auto è stata scambiata per quella del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Marco Minniti. I manifestanti hanno anche scandito slogan contro Minniti. Un presidio della Cgil, composto da circa 500 persone, ha atteso, davanti lo stabilimento Ansaldobreda di Reggio Calabria, l’arrivo del premier. I manifestanti esponevano bandiere della Cgil e vari striscioni con scritto, tra l’altro, «governo uguale fame». Al presidio anche i tirocinanti degli uffici giudiziari, percettori di ammortizzatori sociali ed i lavoratori della Italcementi di Vibo Valentia.

A Catania contatti tra polizia e manifestanti si sono registrati in via Vittorio Emanuele vicino al Duomo dove un corteo non autorizzato con una ventina di giovani ha tentato di forzare il blocco delle forze dell’ordine per andare in municipio dove era atteso il premier. La contrapposizione è stata forte ma non violenta. Sono arrivati anche carabinieri in tenuta antisommossa. I manifestanti hanno scandito slogan contro Renzi e gridano: «Vergogna, vergogna, no allo stato di polizia».

Presidio anche nell’avellinese allo stabilimento Ema di Morra de Sanctis, in Irpinia, dove c’è stato un presidio della Cgil davanti allo stabilimento con circa un centinaio di persone. Presenti anche i comitati contro le trivellazioni in Irpinia. Tra manifesti mortuari e striscioni con slogan come «Fermiamo lo sblocca Italia cacciamo il governo Renzi», i lavoratori, su tutto, chiedono «attenzione e soluzioni dal premier». «Quella di oggi di Renzi mi sembra piuttosto una fuga- dice Tavella- una visita lampo a Catania, poi in Calabria, poi qui in Irpinia dove non si renderà neanche conto che a pochi metri dall’Ema c’è il deserto. Il dramma è fuori questo stabilimento.
Oggi mi sembra che correrà solo e non si occuperà di nulla, non è così che si risolvono i problemi di questa regione».

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