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FOCUS/ Sarkozy è il nuovo leader dell’UMP. Ma non è plebiscito

Nicolas Sarkozy è ufficialmente tornato. L’ex inquilino dell’Eliseo è da stasera il nuovo presidente dell’Ump, primo partito del centrodestra francese, ed affila le armi per la candidatura alle presidenziali del 2017. La vittoria odierna, però, non è stata il plebiscito che Sarkozy e i suoi speravano: le preferenze per l’ex presidente della Repubblica si sono fermate al 64,5%, ben lontano dal quell’80% che era l’obiettivo iniziale della sua campagna. Il neopresidente ha comunque ringraziato i suoi elettori con un post su Facebook in cui parla di «un nuovo inizio» e si dice pronto a «passare all’azione». Ha sorpreso in positivo, invece, il punteggio del principale sfidante di Sarkozy, l’ex ministro dell’Agricoltura Bruno le Maire, che ha sfiorato il 30%, mentre il terzo contendente, l’ultraconservatore Hervè Mariton, si è fermato al 6,34%. La parziale delusione odierna pone un serio ostacolo alle ambizioni di Sarkozy di ridisegnare struttura e meccanismi di funzionamento dell’Ump, ma soprattutto rappresenta un mezzo passo falso nella lunga corsa alle primarie del 2017. In quella sfida, Sarkozy dovrò infatti scontrarsi con un avversario ben più ostico di quelli odierni, l’ex Premier Alain Juppè, uno degli uomini politici più apprezzati dai francesi, secondo tutti gli ultimi sondaggi d’opinione. Un successo plebiscitario nella consultazione di questi giorni gli avrebbe dato una lunghezza di vantaggio, mentre un punteggio sostanzialmente deludente come quello che ha incassato lo pone in una posizione ben più debole. Esame superato anche se con qualche intoppo per il sistema di voto elettronico usato per lo scrutinio: le operazioni sono state giudicate corrette dall’Alta autorità interna del partito, nonostante due incidenti tecnici. Nella serata di ieri, il sito è rimasto bloccato per qualche ora a causa di un numero eccessivo di contatti, che hanno fatto collassare il sistema. I responsabili del partito hanno subito parlato di «attacco esterno» da parte di ignoti hacker, e sporto denuncia alla polizia parigina. Un altro piccolo bug si è manifestato nel pomeriggio di oggi, quando a una serie di votanti è apparso un messaggio di errore, che parlava di ‘voto impossibilè, quando invece la loro preferenza era stata correttamente registrata. A provocarlo, secondo le verifiche dei tecnici, sarebbe stato proprio il sistema di sicurezza rinforzato attivato in risposta all’attacco hacker della sera prima. I vertici dell’Ump avevano scelto il voto elettronico, una novità per questo tipo di scrutinio, per scongiurare il rischio di un nuovo pasticcio come quello delle scorse consultazioni per la presidenza. In quell’occasione, i due contendenti Francois Fillon e Jean-Francois Copè si ritrovarono distanziati da poche centinaia di voti, e la votazione era presto degenerata in psicodramma, tra ricorsi, riconteggi dei voti e reciproche accuse di frode e menzogna. Un pasticcio che aveva spianato la strada al rientro di Sarko, che ha potuto presentarsi come ‘salvatore della patrià e dell’unità del centrodestra transalpino.

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