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La Pisana di Batman-Fiorito è un ricordo. Il costo dei gruppi è stato ridotto del 79%

Il ‘fantasma Fioritò non si aggira più alla Pisana. Addio ostriche e champagne, legalità e trasparenza tornano di moda al consiglio regionale del Lazio dove l’ombra di un uso anomalo e illegittimo dei fondi destinati ai gruppi consiliari sembra esser diventato solo un ricordo. E se nel 2012, anno dello scandalo con il volto del ‘Batman di Anagnì, i gruppi hanno avuto un ‘costò di 17,9 milioni di euro, la cifra nel 2014 scende drasticamente: solo 3,7 milioni. Una riduzione del 79% all’insegna di una politica cristallina e non più degli sprechi. E proprio oggi, nella ‘Giornata della Trasparenzà, il presidente del consiglio regionale Daniele Leodori annuncia l’arrivo della piattaforma ‘Open consigliò – sulla scia di OpenParlamento offrirà un’informazione completa sull’attività quotidiana dell’amministrazione -, di un nuovo sito web della Pisana e di una ‘app’ «attraverso la quale chiunque potrà scaricare leggi, strumenti giuridici e tutto ciò che l’istituzione fa». Una vera e propria svolta per trasformare il consiglio regionale in una ‘casa di vetrò e continuare in un «cammino di normalità». Scenario opposto a quello del passato. Due anni fa alla Pisana venivano stanziati 11 milioni di euro per il funzionamento dei gruppi, 1,7 milioni di spese per il personale e 5,1 milioni per le assunzioni. Nel 2013, ‘era Zingarettì, si è scesi ad un totale di 5 milioni di euro mentre nel 2014, tenendo conto della spending review e del taglio del numero dei consiglieri regionali, si sono spesi 526mila euro per il funzionamento dei gruppi consiliari e 3 milioni di euro per il personale. Per un totale di 3 milioni e 700mila euro. Tempi diversi durante la consiliatura di Renata Polverini. Tanto che la Corte dei Conti proprio alcuni giorni fa ha ‘bocciatò Popolo della Libertà, Fratelli d’Italia e Lista Renata Polverini. I tre gruppi consiliari del centrodestra della IX legislatura non hanno passato l’esame a causa della mancata presentazione dei loro rendiconti, ovvero la documentazione delle loro entrate e spese. Per questo la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti dichiara «l’impossibilità a pronunciarsi sulla regolarità o non regolarità» dei conti nel periodo che va dal 1 gennaio 2013 al 24 marzo 2013. ‘Promossì invece i bilanci, pubblicati oggi online, delle attività dei gruppi ora presenti tra gli scranni della Pisana. Un giudizio positivo sulla documentazione delle spese della X legislatura che sembra spazzar via l’ombra del caso Fiorito e dell’uso anomalo dei fondi. Per il gruppo Pd sono stati stanziati, dal 25 marzo 2013 al 31 dicembre 2013, 662.287 euro. Le spese dei dem ammontano a 442.661 euro, di cui la maggior parte per il personale del gruppo (272.520 che si sommano ai 128.173 euro di versamento ritenute fiscali e previdenziali). Nessuna risorsa spesa in rimborsi per missioni e trasferte del personale o per buoni pasto, computer e cellulari. Per le consulenze sono stati stanziati 18.376 euro. Alla lista Per il Lazio sono stati versati 477.135 euro mentre il gruppo ne ha spesi 282.998 euro. Nella tabella della lista Zingaretti risultano 97.637 di entrate e 57.758 euro di spese. Il gruppo Sel incassa invece 50.293 euro a fronte di 21.948 euro di spese. Tra i gruppi d’opposizione Pdl-Forza Italia ha speso 313.200 euro (408mila euro di entrate), Ncd 13.877 euro, La Destra 58.498 euro, Lista Storace 21.844 euro, Ncd 13.877 euro mentre Fratelli d’Italia solo 237 euro. Il gruppo del Movimento 5 Stelle ‘incassà quasi 335mila euro. Le spese dei pentastellati sono pari a 115.777 euro. Tra queste si registrano anche 2.393,37 euro per l’acquisto buoni pasto del personale del gruppo. Di sicuro spesi non in ostriche e flute di champagne.

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