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BOX/ Così stanato Carminati, per due anni sempre addosso

Gli sono stati addosso per due anni senza sosta, con un impiego di uomini senza precedenti per una singola inchiesta. E alla fine hanno dovuto accelerarne la cattura perchè ‘il Piratà stava per scappare. Aveva avuto una soffiata e sapeva che lo stavano per prendere. Massimo Carminati «si comportava ancora come un terrorista degli anni ’80», dice un investigatore. Cioè quello che era stato da ragazzo nell’estrema destra dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar). Il presunto capo della Mafia Capitale prendeva ogni genere di precauzioni, ai limiti del maniacale. Le intercettazioni allegate all’ordinanza d’arresto lo mostrano spavaldo nel parlare delle sue attività criminali, ma secondo la fonte interpellata dall’ANSA era solo convinto di aver depistato i segugi dei carabinieri. ‘Il cecatò cambiava schede telefoniche ai cellulari, ne distribuiva ai complici più stretti una nuova ogni mese. Usava il jammer, il disturbatore di frequenze, che impedisce ai telefonini di ricevere o trasmettere segnali. E poi cambiava auto e perfino abiti – a volte solo rivoltando un giubbino double face – quando doveva spostarsi. Fissava appuntamenti in posti sempre diversi, dove non pensava che sarebbero andati a scovarlo. E faceva bonificare continuamente dalle microspie macchine, case e uffici. Una volta ne parlò al ristorante con l’ex senatore del Pdl Domenico Gramazio – non indagato – e con il figlio di questi Luca, capogruppo Pdl-Fi al Comune e alla Regione, lui indagato. Raccomandandosi con loro di far controllare bene un ufficio. «È stato difficilissimo incastrarlo – racconta la fonte investigativa -. Siamo partiti due anni fa azzerando le inchieste su di lui che erano a un punto morto e dicendoci: cerchiamo di capire una volta per tutte se è un bandito o no. Abbiamo anche avuto fortuna: alla seconda intercettazione ambientale ha esposto il suo ‘manifesto programmaticò, spiegando di fatto come funzionava la sua organizzazione». Fino all’epilogo di quattro giorni fa a Sacrofano, nord di Roma, con l’arresto ripreso da una telecamera del Ros in una stradina di campagna. Aveva cambiato da poco andazzo, Carminati: non dormiva a casa sua, telefonava solo dalle cabine, era ancora più guardingo. Come il terrorista che era stato negli anni ’80. «Lo hanno bloccato!», ha gracchiato la radio dei carabinieri. E il passato mitico è finito forse per sempre per il ‘Re di Romà.

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