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Ostruzionismo sull’Italicum ma sì alla commissione entro il 23 dicembre

Scatta l’ostruzionismo delle opposizioni in Senato per tentare di bloccare il cammino dell’Italicum per tutto dicembre, ma la maggioranza riesce ad aggirarlo grazie alla forza dei numeri. Anzi il nuovo calendario della commissione Affari costituzionali certifica il proprio sì entro il 23 gennaio, che era quanto chiedeva Renzi. Nell’altro ramo del Parlamento, alla commissione Affari costituzionali della Camera, procede a passo di lumaca il voto sugli emendamenti alla riforma del bicameralismo, anche se si registra la prima modifica al testo licenziato ad agosto dal Senato. Per questa riforma si attendono domani mattina una serie di riunioni tra governo e i gruppi parlamentari sui nodi irrisolti, mentre sulla riforma elettorale si attende una iniziativa del premier Renzi che induca Forza Italia ad appoggiare il cammino. In Senato le opposizioni hanno preso una via laterale per tentare il colpaccio, cioè bloccare l’Italicum fino a Natale. Durante la sessione di bilancio possono essere esaminate solo le leggi che non hanno costi sulla finanza pubblica, e su queste si deve pronunciare la Commissione Bilancio. Orbene le opposizioni hanno sostenuto la tesi che l’Italicum, prevedendo il doppio turno, incide sulla Finanza pubblica e quindi il suo iter deve essere bloccato sino al termine dell’esame della Legge di Stabilità. In commissione Bilancio sono intervenuti tutti gli esponenti delle opposizioni, compresi i senatori di Forza Italia che continua quindi ad avere un atteggiamento ambivalente. Alla fine i numeri sono i numeri e, in serata, è stato approvato il nulla osta da parte della Commissione Bilancio. Ciò ha permesso alla Commissione Affari costituzionali di riunirsi subito e di votare il nuovo calendario: martedì, al termine della discussione generale, si voterà l’ordine del girono di Roberto Calderoli, che propone che l’Italicum entri in vigore dopo la riforma del bicameralismo. Subito dopo la relatrice Anna Finocchiaro depositerà i propri emendamenti con la nuova versione dell’Italicum, mentre i subemendamenti a questi andranno presentati mercoledì. Partirà quindi la maratona dei voti che dovrà concludersi entro Natale, il 23 dicembre. Alla Camera la riforma del bicameralismo e del Titolo V va a rilento in Commissione Affari costituzionali, questa volta per colpa dei partiti di maggioranza e in particolare della minoranza del Pd che ha presentato alcuni emendamenti su cui si cerca una mediazione. Si tenterà di sciogliere domani mattina, in una serie di riunioni informali, i nodi su punti essenziali della riforma. Ma una delle querelle è stata però risolta, accogliendo un emendamento di Andrea Giorgis, esponente proprio della minoranza Pd. Il ddl del governo aveva introdotto la possibilità per il Presidente della Repubblica di in rinvio alle Camere anche solo di una parte di una legge. Questo avrebbe potuto implicare anche il potere per il Capo dello Stato di promulgare la parte della legge non rinviata alle Camere. Il ministro Maria Elena Boschi ha dato quindi l’ok all’eliminazione del potere di rinvio parziale alle Camere. È questo il primo emendamento approvato, un chiaro segnale che altre modifiche, seppur piccole, arriveranno.

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