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Picchiarono una ragazza che difendeva l’amico gay, 10 anni di carcere

Condanna a dieci anni per tentativo di rapina e lesioni, per due dei tre accusati di aver picchiato in pieno centro a Napoli, nell’estate del 2009, una ragazza intervenuta in difesa di un suo amico gay, offeso e intimidito con la pronuncia di frasi di stampo omofobo. I giudici del Tribunale di Napoli (settima sezione penale) hanno riconosciuto colpevoli Daniele Vicorito e Umberto Paduano (assolto Aniello De Francesco per non aver commesso il fatto), con l’aggravante dei motivi futili e abietti, in relazione all’episodio avvenuto la sera del 22 giugno 2009 in una delle zone della movida cittadina, Piazza Bellini: prima il tentativo di rapina, poi l’aggressione con la pronuncia di frasi offensive legate al fatto di trovarsi di fronte a un gay. In difesa di Gennaro Romano, 22 anni, intervenne Maria Luisa Mazzarella, ventiseienne, che fu colpita ripetutamente anche dopo essere caduta per terra e rischiò di perdere un occhio. La giovane denunciò i violenti. Nel processo si costituirono parte civile Arcigay e il Comune di Villa Literno (Caserta), comune di origine della ragazza. Maria Luisa fu anche ricevuta dall’allora sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, che sottolineò l’impegno della giovane e la insignì della medaglia d’oro al valor civile. Una sentenza che ha suscitato commenti positivi. «Una pena esemplare che lancia un segnale importantissimo» dice Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay. «L’omofobia – aggiunge Romani – pur non essendo ancora contemplata dal nostro codice penale, era inequivocabilmente il nocciolo della vicenda. E infatti, nei capi di imputazione, si riportavano letteralmente gli insulti con cui gli aggressori avevano infierito sulle vittime durante il pestaggio». «Arcigay – ricorda il presidente – si costituì parte civile nel processo, sottolineando le circostanze che rendevano quel pestaggio un crimine d’odio: l’omofobia, insomma, esiste e deve essere al più presto contemplata dal nostro codice penale». Sulla condanna è intervenuto anche Alessandro Zan, deputato veneto del Pd e attivista della comunità lgbt: «Si tratta di una sentenza esemplare che ricorda al Parlamento il dovere di approvare al più presto la legge contro l’omofobia, arenata in Commissione giustizia al Senato». Contento anche Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center: «La sentenza è una buona notizia. L’omofobia e il suo portato di violenza e discriminazione si sconfigge nei tribunali ma anche con un lavoro costante di prevenzione e sostegno a chi ne è vittima. Maria Luisa Mazzarella, che conosciamo, è l’esempio civile di chi ha la forza di opporsi alla violenza. Per questo le chiediamo di dare la sua testimonianza e di diventare testimonial della nostra campagna di comunicazione per la linea verde antiomofobia e transfobia Gay Help Line». «La sentenza di Napoli è esemplare e severa» anche secondo Eugenia Roccella, parlamentare del Nuovo Centrodestra.

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