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Orte-Civitavecchia, superstrada? Il progetto è già pronto e la Regione è d’accordo”

Orte-Civitavecchia, superstrada? Il progetto è già pronto e la Regione è d’accordo. Insomma, ci siamo, anche se non tutto è chiaro e alla luce del sole. Da una parte i ricorsi che impediscono l’avvio dei lavori del tratto Cinelli-Monteromano, lungo 6 km. Dall’altra un gruppo di privati che i soldi per far arrivare la Trasversale in porto sono disposti a metterceli loro. Dove il porto, in senso letterale oltre che metaforico, è quello di Civitavecchia. A svelare l’esistenza di una cordata di imprenditori pronti a finanziare gli ultimi 18 km della grande incompiuta, gli stessi che stanno investendo nei terminal, è stato Pasqualino Monti, presidente dell’autorità portuale di Civitavecchia, ieri mattina alla Camera di commercio, in occasione di una conferenza stampa congiunta con il numero uno dell’ente Domenico Merlani sull’intesa raggiunta per promuovere, all’interno dei porto di Civitavecchia, il territorio viterbese e i suoi prodotti.Che la superstrada sia un’opera strategica, non solo per la Tuscia ma per l’intera regione Lazio, lo sostengono, a parole, tutti. C’è però chi dalle parole è già passato ai fatti, come l’autorità portuale che ha realizzato il progetto preliminare per l’ultimo tratto della Orte-Civitavecchia, i 18 km che separano Monteromano dal mare. Sempre che a Monteromano prima o poi, tra un ricorso al Tar e l’altro, la superstrada un giorno ci arrivi. “Ma questo – ha detto Monti – non è un problema che mi compete. Purtroppo conosciamo tutti la burocrazia italiana. Per me quella per il completamento della superstrada è comunque la battaglia della vita”.

Il tracciato individuato dall’autorità portuale, insieme ai privati, è quello low cost, da 260 milioni di euro, contro il faraonico progetto inziale da 763. Che l’autorità portuale si sarebbe fatta carico dei costi di questo progetto, il presidente Monti lo aveva già annunciato nel dicembre 2012, ospite del tradizionale incontro di fine anno di Federlazio. La novità è che quel progetto è pronto, e che ci sono anche soggetti privati pronti a mettere mano al portafoglio. Se poi si renderà necessaria l’introduzione di un pedaggio (anche minimo), questo, ha spiegato lo stesso presidente dell’autorità portuale, dipenderà dalla Regione Lazio (Zingaretti, comunque, ha già dato la sua benedizione) e dai volumi di traffico.

Più complicato riattivare invece la ferrovia Orte-Civitavecchia. Elettrificarla, ha spiegato Monti, costerebbe 800 milioni di euro. Una spesa difficilmente sostenibile con gli attuali volumi di merci che viaggiano da e per l’interporto di Orte. Ma un domani, quando il terminal entrerà a regime, le cose potrebbero cambiare. Intanto, in attesa che la (super) strada tra Viterbo e Civitavecchia venga lastrica dall’asfalto, oltre che dalle solite buone intenzioni, autorità portuale e Camera di commercio hanno siglato un’intesa istituzionale grazie alla quale l’ente di via Fratelli Rosselli potrà gestire uno spazio all’interno dei terminal portuali per promuovere il meglio del Made in Tuscia, di prodotti tipici ai pacchetti turistici: “Creeremo un punto di contatto nel terminal dove transitano i croceristi provenienti da tutto il mondo”, ha spiegato Merlani. I presupposti ci sono tutti: basti pensare che nell’ultimo anno un milione di passeggeri sbarcati a Civitavecchia hanno scelto di “snobbare” Roma e di restare in zona.

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