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Perchè Marino tiene in ostaggio la capitale

Ma siamo sicuri che a Roma stia veramente cambiando qualcosa? Il terremoto giudiziario e politico ha travolto sul serio il sistema, scoperchiando il vaso di Pandora e liberati spiriti maligni e fantasmi l’aria della capitale è davvero più pulita? O spazzato sotto il tappeto ciò che si poteva le cose restano più o meno come stanno? Basta vedere la botta di dimissioni seguite allo scandalo. Hanno fatto un passo indietro in parecchi, si sono fatti fa parte. Ma non hanno lasciato l’arena politica, hanno solo lasciato le cariche. Continuiamo a pagare loro lo stipendio, per ora. L’operazione Mafia Capitale ha scoperto qualche altarino, ha messo in galera qualcuno e stoppato tutti gli appalti, paralizzando di fatto l’intero sistema. La famosa cooperativa svolgeva ( o faceva finta di svolgere ) delle funzioni essenziali di supporto alla vita quotidiana. Gli alberi non sono stati tagliati, le foglie non raccolte, i rifiuti? Meglio non parlarne. Tutto fermo, il sistema non funzionava prima, ora è anche peggio. Sono ricomparsi i vigili, miracolosamente. Ai semafori, nelle strade a fare le multe. Dove erano finiti? Paura? Dopo tutte le inchieste sulla Polizia Municipale qualcuno ha pensato che era meglio cambiare atteggiamento? Di campi nomadi, di rom, di rifiugiati e di immigrati vari non si parla più, scomparsi dai titoli dei giornali? Problemi risolti? Meglio il riferimento alla spazzatura nascosta sotto il tappeto. Gli abusivi ci sono ancora, loro sono più forti di qualsiasi sciagura, e le case occupate restano occupate. Ma sul piano politico la svolta c’è stata. Si era a un passo dalla giubilazione di Marino, oggi Marino sfrutta la evidente debolezza della politica per restare a galla e addirittura per proporsi per una futura candidatura. Inutile spiegare e rispiegare che non poteva non sapere, e che comunque il fatto di non essersi accorto di quanto lo circondava è una aggravante, un indicatore di incapacità. Il corto circuito della politica capitolina gli consente di giocare a nascondino con i problemi. Ha chiamato un supergiudice a coprirgli le spalle con un assessorato ad hoc, alla trasparenza. Ha stabilito un rapporto salvifico (per entrambi) con il prefetto Pecoraro e ha fatto di tutto per ingraziarsi Pignatone. Magari ci sta anche riuscendo. Ha fatto fuori l’assessore che più era compromesso sul piano delle cooperative, la Cutini, un altro, Ozzimo, si è fatto fuori da sé. E il sindaco annuncia a sproposito interventi su interventi su tutto quello che non ha fatto in tanti mesi di mandato. Non ci crede nessuno. Il suo è un governo quasi extra-consiliare, la Giunta non esiste se non sulla carta, il Consiglio Comunale non è mai contato davvero. Attraverso Orfini Renzi finge di vigilare su di lui. Dicono che il premier gli ha chiesto in mille modi di farsi da parte. Niente da fare, la situazione è bloccata. I romani sono ostaggi di Marino.

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