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BOX/ Cuba, sigari avana e rum “por los yankees”

«Puros y Ron por los Yankees». L’annunciato disgelo tra Stati Uniti e Cuba ha effetti immediati per i due prodotti più emblematici e desiderati dell’Isla Bonita, colpiti dall’embargo americano in vigore da oltre 50 anni: i ‘puros’ e il ‘ron’, i mitici sigari Avana e il Rum. Fino ad oggi la legge americana era drastica: chiunque fosse stato trovato in possesso negli Stati Uniti (ma teoricamente anche all’estero) di Partagas, Montecristo o Culebras cubani, avrebbe potuto finire in carcere. Ora, come ha annunciato la Casa Bianca, i cittadini statunitensi hanno il diritto, sin da oggi, di importare beni da Cuba fino a 400 dollari, di cui non più di 100 dollari di tabacco e alcool. Cioè sigari e Rum. Sono quantità a dir vero simboliche, in quanto i migliori Avana, come i monumentali Cohiba adorati da Fidel Castro, costano fino a decine di dollari ognuno. Ma la svolta c’è: i numerosi Cigar Club statunitensi, gli unici locali pubblici in cui è autorizzato fumare in Stati proibizionisti come la California e New York, non dovranno più vendere sottobanco i ‘puros’ ottenuti clandestinamente da esuli cubani reduci da una visita alla famiglia o dai pochi sportivi di passaggio negli Usa, che non di rado arrotondano il loro magro stipendio così. Ci saranno conseguenze, e non marginali, anche dal punto di vista economico. Sempre negli Stati Uniti i discendenti degli immigrati cubani scappati dal regime castrista sono tra i maggiori produttori di rum, con marche conosciute in tutto il mondo, mentre si importano dai Caraibi, per esempio dalla Repubblica Dominicana, sigari di marca Partagas o Montecristo. Ci saranno quindi difficili questioni di copyright da risolvere in futuro, e secondo gli esperti, lunghi e difficili processi non sono da escludere. Non solo rum e sigari, anche musica, sport e turismo. Il primo disgelo musicale avvenne grazie al chitarrista Ry Cooder e al regista tedesco Wim Wenders alla fine degli anni Novanta con i concerti ed il film Buena Vista Social Club, e con un mitico concerto al Carnegie Hall di New York di Compay Segundo, Ibrahim Ferrer e compagni. Pochi sanno, poi, che uno degli sport più popolari a Cuba è il baseball, con una nazionale tra le più forti del mondo. Il turismo, infine. Ai tempi di Fulgencio Batista Cuba aveva la triste reputazione di essere diventata «il bordello degli Stati Uniti». Ora probabilmente si punterà sul turismo di massa ma di qualità, per fare concorrenza a Messico, Caraibi, ma anche alla Florida.

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